Il dolore
Il “comandante” guidava le verifiche e dava ordini
Gianfranco Cassano (nella foto) era il comandante. O il capitano. Nel copione da recitare era quello il ruolo assegnato al protagonista principale delle incursioni a casa di facoltosi imprenditori,...
Gianfranco Cassano (nella foto) era il comandante. O il capitano. Nel copione da recitare era quello il ruolo assegnato al protagonista principale delle incursioni a casa di facoltosi imprenditori, professionisti o possidenti con documenti timbrati dalla Procura della Repubblica nei quali si ordinava il sequestro dei beni per «evasione fiscale». Il nome d’arte era Luciano Longhi. Lo esibiva sul tesserino, falso, da finanziere. Le vittime ci cascavano, consegnando preziosi e contante. Cassano è già stato condannato nel 2013 per episodi analoghi a quello che lo vede di nuovo imputato a Pisa.
Ex titolare di un'agenzia di recupero crediti ad Alba, aspetto curato, modi di fare gentili, nel corso delle perquisizioni si presentava come “il capitano”.
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