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Pisa

«Non ho commesso reati voglio parlare al giudice»

«Non ho commesso reati voglio parlare al giudice»

Il commerciante arrestato per violenza sessuale nega abusi o costrizioni Domani l’interrogatorio in carcere. Il legale: «Non c’era la flagranza del reato» 

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PISA. Si professa innocente e ritiene di non aver commesso alcun reato, il commerciante arrestato sabato pomeriggio dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale.

Detenuto al Don Bosco, l’uomo, conosciuto e apprezzato operatore del commercio del litorale, domani mattina comparirà davanti al gip Donato D’Auria per l’interrogatorio di convalida dell’arresto, eseguito in flagranza dai militari.

Per capire se la fattispecie di reato sia quella sostenuta dai carabinieri o modificata dal magistrato che procede, Sisto Restuccia, si dovrà attendere l’udienza di domani nel corso della quale il commerciante ha già annunciato di voler rispondere alle domande del giudice.

«Il mio cliente è molto colpito da questa vicenda – spiega l’avvocato Fabrizio Bianchi –. È una persona conosciuta e stimata. Non è un criminale, né un pervertito. In occasione dell’interrogatorio contesterò gli estremi per cui si è proceduto all’arresto in flagranza. A mio avviso non c’erano. I carabinieri non hanno certo trovato il mio assistito in chissà quali situazioni scabrose. Hanno bussato e lui è andato ad aprire la porta. Vestito. Non posso anticipare quella che sarà la difesa, ma stando al racconto del cliente non siamo in presenza di costrizioni o mancato consenso. Ritiene di non aver fatto niente di illegale. La minore età dei ragazzi (15 e 16 anni, ndr) è ininfluente. Hanno un’età in cui è previsto il consenso».

Cruciali sono le dichiarazioni dei ragazzi rese agli investigatori.

Lui e lei. È il ragazzo, con problemi di disabilità cognitiva, senza volerlo ad aver innescato l’intervento dei carabinieri allertati per quello che era successo o poteva accadere.

Dopo essere stato nell’appartamento con la ragazza e il commerciante, situazione che nessuno nega, è tornato a casa sabato pomeriggio.

La mamma ha capito che c’era qualcosa che non andava, vincendo alcune resistenze del figlio, e ha avvertito il 112.

Di qui il blitz nella casa dove i militari hanno trovato il commerciante e la minorenne, ma non in situazioni hard. Viene escluso che nei rapporti tra i tre protagonisti della storia girassero soldi.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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