Il Tirreno

Pisa

Si sentono male per colpa delle maleodoranze

di Valentina Landucci
L'ex Teseco
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L'ex Teseco

Tre esposti a Ospedaletto pochi giorni fa. Arpat: «Colpa dell’ex Teseco». Alla nuova proprietà imposti, con l’ok della Regione, lavori di adeguamento

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PISA. L’allarme è arrivato da cittadini e operai che lavorano nella zona volta: cattivi odori e malesseri collegati a emissioni di non si sa bene quali sostanze nell’aria. Con il risultato che a richiedere un immediato intervento dell’Arpat ci hanno pensato, tra gli altri, i vigili del fuoco a seguito delle segnalazioni. Siamo a Ospedaletto, il quartiere al centro delle polemiche nelle ultime settimane per i dati preoccupanti di una indagine epidemiologica elaborata dal Cnr che mette in rilievo un incremento di morti e malati riconducibile alla presenza dell’inceneritore, ma anche per il prossimo avvio del cantiere per la costruzione di un impianto a biomasse per la produzione di energia.

«In data 10 gennaio – riferisce l’agenzia regionale per l’ambiente – al dipartimento Arpat di Pisa sono pervenuti 3 esposti sia da parte del settore Urp (ufficio relazioni con il pubblico) di Arpat, sia dalla sala operativa della protezione civile di Firenze su richiesta dei vigili del fuoco di Pisa, per maleodoranze nella zona industriale di Ospedaletto. Le segnalazioni pervenute, sia nel corso della mattina che nel pomeriggio, da dipendenti di una ditta situata nella zona, lamentavano disturbi alla gola e all’esofago provocati da forti maleodoranze provenienti, quasi sicuramente, dall’impianto Waste Recycling S.p.A. (ex Teseco) di Via Ragghianti».

I tecnici di Arpat si sono quindi messi in moto ma «al momento del sopralluogo pomeridiano da parte del personale tecnico le maleodoranze erano molto tenui per cui non è stato possibile effettuare ulteriori approfondimenti» spiega l’agenzia. Gli autori degli esposti hanno spiegato ad Arpat che cattivi odori e malesseri erano cominciati almeno tre giorni prima.

L’impianto ex Teseco è noto ad Arpat per questo genere di problematiche. L’agenzia «ha relazionato più volte nel corso dei propri interventi, le carenze dell’impianto in questione. La ditta ha recentemente proposto un progetto di adeguamento dell’impianto, alla Regione Toscana, che, nei primi giorni dell’anno 2018, ha emanato il decreto dirigenziale 47 che approva il progetto e impone all’azienda la modifica degli impianti di abbattimento delle emissioni E12 e E13 responsabili di alcune delle maleodoranze avvertite nella zona negli ultimi anni».

«Il decreto – fa sapere ancora Arpat – riporta che la ditta deve realizzare e mettere in funzione i nuovi impianti autorizzati, il prima possibile e comunque, entro e non oltre 6 mesi dalla data di ricevimento dell’atto. Arpat ha, inoltre, proposto alla Regione Toscana l’adozione di misure di carattere gestionale, per mitigare gli impatti odorigeni, derivanti dall’impianto, nel periodo transitorio all’adeguamento».
 

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