Finanza
Aerei e rumore: ecco come intervenire
Lo studio sullo scalo pisano dell’agenzia regionale per l’ambiente
PISA. Il modello sul quale operare ora c’è. È stato ultimato un nuovo studio da parte di Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, che partendo dai decolli e atterraggi che quotidianamente “subiscono” i cittadini di Pisa per la presenza del’aeroporto Galilei, analizza statisticamente i valori dei parametri di volo che influiscono sul rumore. Analisi, questa, che rende possibile interventi “tecnici” per il contenimento dell’inquinamento acustico.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista on line Applied Acoustics di Elsevier. Nell’articolo “A statistical evaluation on flight operational characteristics affecting aircraft noise during take-off” del dottor Gaetano Licitra, responsabile dell'Area Vasta Costa di Arpat viene illustrato lo studio condotto a Pisa sulla possibilità di contenere gli effetti rumorosi della presenza di uno scalo vicino alle case.
«Numerosi studi - scrive Arpat - hanno indicato che una prolungata esposizione al rumore aeronautico può essere messa in relazione con l'insorgere di malattie cardiovascolari, perdita di udito, menomazioni alla nascita e la costante sensazione di fastidio generale. Questo studio è stato condotto allo scopo di fornire dati utili agli operatori del settore identificando le variabili che maggiormente incidono sull'impatto acustico ai recettori, sulle quali si potrebbe operare per ottenere una sensibile riduzione del rumore durante le prime fasi di decollo». La ricerca, attraverso un approccio statistico, indaga le relazioni che intercorrono tra le caratteristiche operative di volo durante le fasi di decollo degli aerei ed il rumore che ne deriva, al fine di selezionare i parametri sui quali i piloti possono intervenire per ottimizzare le procedure di decollo e ottenere quindi una riduzione e/o contenimento del rumore a terra. «Si delinea dunque la possibilità di avere a disposizione uno strumento per gestire con più attenzione e maggiore consapevolezza - scrive ancora l’agenzia - le operazioni di traffico aereo che, se opportunamente sviluppato, permetterebbe un'analisi su vasta scala per pianificare con cura lo scheduling dei voli e le eventuali restrizioni operative. Occorre considerare che i dati confermano per i prossimi anni un aumento del traffico aereo internazionale e che anche l'aeroporto di Pisa conferma questo trend prevedendo un significativo aumento dei voli. Seguendo tali osservazioni è ragionevole pensare che per un suo sviluppo sostenibile, non si può prescindere da una metodologia come quella presentata che permette da una parte di verificare il corretto utilizzo delle attuali procedure antirumore e dall'altra di indicare ulteriori azioni di mitigazione da adottare avendo identificato i fattori che maggiormente incidono sui livelli di rumore».
(v.l.)
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