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Pisa

Sos di Italia Nostra Pisa per i platani del Lungarno

Sos di Italia Nostra Pisa per i platani del Lungarno

L’associazione chiede rispetto per gli alberi secolari e invita alla cautela e mette in guardia da tagli “facili”: «Vanno curati e comunque sempre sostituiti» 

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PISA. «Rispetto per gli alberi secolari». Con questo appello Italia Nostra Pisa entra si rivolge, in prima battuta al Genio Civile della Regione Toscana, che ha competenza in materia di alberature sui lungarni, ma in generale a tutti gli enti che hanno voce in capitolo in città sugli alberi per evitare che lo skyline di Pisa, e dunque la sua l’identità e la sua immagine, possano essere gravemente danneggiati da interventi incauti. Ad animare il dibattito è l’intervento, annunciato nei gironi scorsi, di taglio di alcune alberature su Lungarno Buozzi: potature decise in conseguenza degli ultimi episodi di maltempo.

«Chiediamo vivamente la massima prudenza nel trattamento di queste piante vetuste, facendo il possibile, nei dettami della garanzia dell’incolumità dei passanti, per salvaguardarne la bellezza e la maestosità - scrive Italia Nostra - Non sarebbe legittimo, sull’onda del panico creato dalle forti raffiche di vento dei giorni scorsi, privare la cittadinanza (che spesso ci testimonia il suo disappunto dopo i tagli degli alberi) di un importante monumento vegetale e di una fonte di ombra e aria pulita, negli intasati lungarni pisani. Ciò vale sia in caso di abbattimento che di potatura. Troppo spesso assistiamo dovunque a potature eccessive che hanno storpiato gli alberi e pregiudicato la loro salute. Questo filare storico ha già subito negli ultimi anni un drastico ridimensionamento, dopo il taglio di diverse piante colpite dal cosiddetto “cancro del platano”. Esso è l’unico tratto alberato dei lungarni urbani, in quanto non possiamo considerare centro storico il viale delle Piagge, a proposito del quale esprimiamo il nostro rammarico per il taglio, un anno fa, di una decina di lecci secolari, dei quali alcuni potevano senz’altro essere risparmiati, con un po’ di sensibilità e buona volontà».

«Legittimo in alcuni casi abbattere, ma distinguiamo - afferma l’associazione pisana - alcune piante possono infatti essere malate o infette, ma siamo sicuri che le valutazioni diano la giusta importanza al valore storico e affettivo dei vecchi alberi? La fitopatologia, come la medicina, non è una scienza esatta, almeno nel senso della matematica o della fisica e, come dire…magari, nell’incertezza, meglio tagliare che curare, non avere problemi di responsabilità in caso di danni a terzi o, semplicemente, per risparmiare».

«Noi siamo del parere - conclude Italia Nostra - che un albero adulto valga di più di un albero giovane e dobbiamo fare il massimo per farlo continuare a vivere più a lungo possibile, con i suoi frondosi rami, specie se in ambito urbano. E comunque gli alberi che alla fine siamo costretti a tagliare devono essere rimessi subito; è una cosa semplice da capire, di buon senso, eppure sul lungarno nessun platano abbattuto è stato rimpiazzato, così come per i lecci delle Piagge».

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