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LeU e le regole “violate”: il caso Pertici

LeU e le regole “violate”: il caso Pertici

Il costituzionalista dell’Università di Pisa non è nelle liste e parte una petizione on line

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PISA. Parte dal web e da un gruppo di studenti pisani un appello, per così dire, al rispetto delle regole. Quelle che sulla carta sono state condivise da tutti ma nel concreto – per ora a suon di indiscrezioni comunque più che fondate – non sono state rispettate. Il tema è quello delle candidature e dei criteri di selezione dei candidati. E a finire nel mirino della petizione on line avviata su change. org è il movimento Liberi e Uguali. La domanda dei promotori della raccolta firme è chiara: che fine ha fatto il criterio in base al quale dovevano essere privilegiati candidati rappresentanti dei territori? E l’esempio che viene portato è quello di un toscano e viareggino doc, il professor Andrea Pertici, notissimo costituzionalista in forza all’Ateneo pisano il cui nome è stato fatto dalla “base” del movimento come candidato sul quale puntare. Ma il suo nome, ad oggi (e neppure domani), non sarà nelle liste. La petizione, sotto forma di lettera al presidente Pietro Grasso e alla coordintrice nazionale della campagna di Liberi e Uguali Rossella Muroni, ha già raccolto diverse adesioni. Nel testo si ricorda l’impegno a scelte, nelle candidature, di trasparenza, competenza, rappresentatività territoriale. A scelte che «riflettano le varie componenti della società che vogliamo rappresentare e il contributo dei tre partiti che hanno partecipato alla formazione di Liberi e Uguali: Mdp, Si e Possibile, finalmente uniti». Nelle linee guida c’era, tra le altre cose, «un limite alla candidatura dei parlamentari con un’anzianità di due o più legislature, con un numero ridotto di eccezioni motivate una per una, con trasparenza verso i militanti e gli elettori» ricordano ancora i firmatari. Proprio in virtù di una deroga, ad esempio, su Pisa avrà la possibilità di candidarsi Paolo Fontanelli.

La petizione fa riferimento alle «indiscrezioni diffuse negli ultimi giorni che vedono in tutta Italia la presenza di un gran numero di candidature completamente scollegate dalle proposte dei territori» e a «uno dei casi emblematici», quello di «Andrea Pertici, professore di diritto costituzionale, grande animatore della campagna per il No al referendum del 4 dicembre e membro del comitato scientifico di Possibile, il quale è stato escluso dalle liste nonostante l’indicazione precisa delle assemblee territoriali di ben sette province della regione. Chiediamo al Presidente Grasso e a Muroni di riaffermare i principi e i criteri stabiliti dall’assemblea programmatica che avevano permesso a molte e molti di noi di impegnarsi in questa sfida».

Il diretto interessato conferma al Tirreno che non sarà tra i candidati. «Non ho capito se le liste sono state ancora chiuse o no, non ho partecipato ai tavoli in questo senso» racconta Pertici. Che ricorda di essere stato chiamato a dare la propria disponibilità alla candidatura oltre che a fornire un «contributo programmatico alla nascente lista». «Il mio nome è stato fatto da più parti – conferma – e la cosa deriva dal fatto che lavoro a Pisa, ho lavorato a Firenze, abito a Viareggio: la Toscana centro-settentrionale è un po’ la mia città metropolitana». L’essere fuori dalle liste non rappresenta per lui un problema: «Dire che “sono sereno” sarebbe una battuta facile – sorride – lo sono e faccio volentierissimo il mio lavoro che ho scelto accuratamente tempo fa». Ma un problema potrebbe invece diventarlo per il movimento: «Ritengo che i criteri dovrebbero essere rispettati – commenta Pertici – e anzitutto credo serva un legame territoriale con i candidati. Ci possono essere eccezioni ma solo in misura minima e in casi indispensabili. Ma non mi pare si vada in questa direzione, né in generale sui criteri né in particolare sul mio nome». (v.l.)

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