Finanza
Legambiente contro le biomasse
L’associazione: «Quell’impianto non conviene a nessuno»
PISA. Sorpresa. L’inceneritore di Ospedaletto fa male alla salute. Anzi no. Nessuna sorpresa: «Quanto molti sospettavano è vero: la presenza dell’inceneritore di Ospedaletto ha prodotto danni alla salute e costituisce un rischio per chi ha la sfortuna di abitare nei quartieri vicini, magari sottovento». È quello che sottolinea Legambiente Pisa all’indomani della presentazione dei dati del Cnr sui rischi collegati alla salute umana derivanti dalla presenza dell’inceneritore dei rifiuti. Associazione che ora mette in guardia anche dal progetto di una centrale a biomasse nelle vicinanze che, afferma, non serve a nessuno.
«L’indagine - fa presente l’associazione ambientalista - utilizza un grande numero di dati ambientali e sanitari e prende in considerazione l’inquinamento dell’aria prodotto da 8 impianti industriali principali, tra cui l’inceneritore di Ospedaletto e la rete stradale. Conoscendo le emissioni delle diverse sorgenti e le direzioni dei venti dominanti, il territorio comunale è stato diviso in zone diversamente esposte agli agenti inquinanti per confrontare la salute dei residenti nelle aree più esposte con quella delle aree meno esposte. Sono stati considerati i dati relativi a mortalità, ricoveri ospedalieri e problemi relativi alle nascite. I risultati dell’indagine mostrano alcuni eccessi di mortalità e morbosità considerando il complesso delle fonti industriali ma in particolareconsiderando l’inceneritore. L’effetto del traffico è ritenuto ancora non sufficientemente affidabile dagli stessi autori che hanno caldeggiato un modello più evoluto di diffusione degli inquinanti. Sebbene lo studio non sia conclusivo e apra a necessari approfondimenti, i segnali emersi sono sufficienti per indirizzare le prossime conseguenti. Nei 14 anni studiati (2001-2014) sono emersi effetti negativi addebitabili all’inceneritore, come si legge nel rapporto di sintesi».
«Da molti anni - prosegue Legambiente - i comitati cittadini denunciano i rischi dell’incenerimento. Con loro Legambiente Pisa ha indicato la via della riduzione del rifiuto, a partire della raccolta domiciliare, come via per evitare la necessità di bruciarli. Ora Legambiente è impegnata nella promozione della “economia circolare” nella quale è minimizzato il consumo di materia a partire dalla progettazione dei prodotti sino al loro recupero. I risultati che identificano criticità proprio in quella parte della città, rendono necessaria una riflessione più ponderata sul rischio reale che questa subisca un ulteriore carico ambientale per previsioni sbagliate sull’inceneritore e per la previsione della centrale di produzione di energia elettrica a biomasse: un impianto che non conviene né ambientalmente né economicamente».
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