Lutto
Il Tar ribadisce: illegittimi i canoni chiesti ai balneari
In qualche caso c’erano stati aumenti anche del 400% Ma il Demanio può ora ricorrere al Consiglio di Stato
TIRRENIA. I super canoni che l’Agenzia del Demanio, attraverso il Comune di Pisa, aveva chiesto agli stabilimenti balneari del nostro litorale (con aumenti addirittura del 400%) non sono legittimi e quindi sono inapplicabili.
È ancora il Tar di Firenze con alcune sentenze del dicembre scorso ad accogliere le istanze dei titolari degli stabilimenti balneari pisani che dal 2008 avevano presentato ricorsi contro il nuovo calcolo imposto sulle strutture dei bagni. Il motivo del contendere era appunto la decisione dell’Agenzia del Demanio di applicare sulle strutture cosiddette “di difficile rimozione” presenti sull’area in concessione nuovi canoni calcolati sui valori Omi (l’Osservatorio mobiliare italiano); in pratica le costruzioni in muratura, che in molti casi lo stabilimento destina a bar o ristorante, venivano parificate a pubblici esercizi classici e quindi di pari valore. Si parla di aumenti davvero esponenziali con alcuni stabilimenti, quelli più grandi soprattutto a Tirrenia, ai quali veniva richiesto un canone annuale di 110.000 euro. Da qui il ricorso compatto degli operatori assistiti sia dal legate di Confcommercio Alberto Giovannelli che dal collega di Confesercenti Toscana Nord Giuseppe Toscano. Il Tar, sia nelle precedenti sentenze che in quelle ultime del dicembre scorso, ha accolto il ricorso degli stabilimenti balneari in quanto le concessioni demaniali vengono rinnovate automaticamente alla loro scadenza e quindi di fatto c’è una prosecuzione del rapporto che impedisce il ricalcolo del canone.
«La concessione rinnovata si riallaccia, quindi, alla precedente senza alcuna soluzione di continuità costituendone la prosecuzione – si legge nel dispositivo di una sentenza del dicembre scorso – che non può nemmeno essere impedita dall’invio di una disdetta da parte del concedente (ma solo dall’esercizio del potere di revoca che è tutt’altra cosa)».
Ovviamente, il Demanio potrà ricorrere al Consiglio di Stato, allungando così ancora la definizione di una vicenda che si trascina oltre da dieci anni. Vicenda che ha come conseguenza il rimborso, nel caso anche l’appello dia ragione ai balneari, dei canoni pagati in più. «In questi anni chi ha potuto pagare i nuovi canoni lo ha fatto – spiega Alessandro Cordoni, titolare del Bagno Vittoria a Marina di Pisa e presidente della Confesercenti del litorale – pur tra mille difficoltà e facendo presente all’ufficio del Demanio del Comune che non erano dovuti. Nel mio caso, ad esempio, ho già presentato un’istanza di rimborso per circa 40.000 euro. E pensare che avevamo da subito fatto presente come i nuovi canoni non fossero legittimi».
Ma la vicenda non sembra ancora ai titoli di coda. Conclude Cordoni: «Purtroppo no. C’è da considerare l’eventuale appello che allungherà ancora i tempi. E poi i rimborsi dovrebbe darli il Comune per poi richiederli al Demanio, altro passaggio tutt'altro che scontato».
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