Il Tirreno

Pisa

Il commercialista indagato dice basta: «Via dall’albo»

di Stefano Taglione
Il commercialista indagato dice basta: «Via dall’albo»

Adriano Gagetti sotto inchiesta a Pistoia per la fabbrica dei permessi di soggiorno facili Ieri l’interrogatorio di garanzia: «Sono tranquillo. Asjid? Lo cacciai dal mio studio»

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SAN GIULIANO TERME. «Basta, mi cancello dall’albo. Non ho più voglia di occuparmi degli altri. Ho deciso così anche perché ormai sono disoccupato e creerei solo imbarazzo ai miei colleghi».

Adriano Gabriele Gagetti, 59 anni, è il commercialista di Ripafratta indagato dalla procura di Pistoia per la cosiddetta “fabbrica” dei permessi di soggiorno facili. Il contabile di San Giuliano, che negli ultimi anni ha svolto la sua attività professionale a Montecatini Terme, è appena uscito dall’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandro Buzzegoli. «Una persona squisita – spiega il contabile pisano – alla quale ho esposto la mia versione dei fatti. Come mi sento? Sono tranquillo, ancora più di prima. Il colloquio con il gip è stato molto costruttivo, ma lo ripeto: ormai sono una persona disoccupata e per non creare imbarazzo nei miei colleghi mi cancellerò dall’Ordine della mia categoria. Sull’inchiesta, invece, la procura trarrà le proprie conseguenze».

Gagetti, anche se ha deciso di dire basta con il lavoro, è stato comunque inibito dall’attività professionale per un anno. È questa la misura cautelare applicata nei suoi confronti. Secondo l’accusa il commercialista avrebbe prodotto documenti falsi come fatture, bilanci provvisori e registri di vendita. Con uno scopo: attestare la dimostrazione di un reddito da lavoro della ditta individuale della persona che richiedeva il ricongiungimento familiare di persone all’estero compiendo in tal modo atti diretti a procurare l’ingresso in Italia di cittadini stranieri. Un’attività grazie alla quale avrebbe incassato mille euro a pratica, si legge dalle carte dell’inchiesta. Nelle quali è accusato anche di formare falsa documentazione (come l’iscrizione delle Partite Iva e le dichiarazione dei redditi) relativa ad aziende inesistenti e mai iscritte al registro delle imprese. Documenti poi utilizzati dai cittadini extracomunitari – sempre secondo la procura – per avviare i procedimenti amministrativi di rilascio dei permessi di soggiorno.

L’organizzatore di tutto – secondo l’accusa – sarebbe un pakistano di 42 anni di nome Iqbal Asjid, residente a Pistoia. Il gip, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ieri mattina ha mostrato a Gagetti la sua foto. Il commercialista – come aveva anticipato al Tirreno dopo aver saputo di essere indagato – aveva rivelato, leggendo i nomi delle persone coinvolte, di non conoscere nessuno. Ma vedendo l’immagine di Asjid ha potuto collegare il suo volto a una persona che, in passato, era effettivamente entrata nel suo studio. «Io sapevo che si chiamava in un modo diverso – conclude Gagetti – ma in ogni caso, appena ho visto la foto che mi ha mostrato il giudice, ho subito spiegato che quell’uomo, circa un anno e mezzo fa, arrivò nel mio studio. Io, però, lo cacciai fuori in malo modo appena capito cosa voleva. Il colloquio sarà durato un quarto d’ora, non di più, ma ormai è passato diverso tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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