Il Tirreno

Pisa

Nuova Arena, Abodi fa chiarezza: «Il Comune manterrà la proprietà dello stadio» - Dita la vostra

di Francesco Loi
Nuova Arena, Abodi fa chiarezza: «Il Comune manterrà la proprietà dello stadio» - Dita la vostra

Andrea Abodi (Credito Sportivo): il modello prescelto prevede che l’amministrazione diventi il quotista principale del fondo che controllerà i lavori e poi la gestione 

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Il modello prescelto consente al Comune di conferire l’impianto ad un costituendo fondo, del quale diventa poi il quotista principale. Questo significa che il patrimonio del Comune resterà inalterato. Semplicemente cambia natura: dalla proprietà dell’infrastruttura all’equivalente quota di partecipazione al fondo. Ma non è che lo stadio venga ceduto a qualcuno. E alla scadenza del fondo la proprietà ritorna pienamente nella disponibilità del Comune». Critiche, perplessità, dubbi sull’operazione nuova Arena. Andrea Abodi, ex presidente della Lega B e ora alla guida del Credito Sportivo, segue sin dall’inizio il progetto di restyling. Gli abbiamo chiesto di chiarire, tecnicamente, i principali punti di discussione.

VIDEO. Così il progetto per ristrutturare l'Arena

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.16391290:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/pisa-calcio/pisa-dalle-demolizioni-ai-nuovi-spazi-cosi-il-progetto-di-ristrutturazione-dell-arena/90826/92387]]


Presidente Abodi, vuol dire che il Comune non perderà il controllo dell’Arena anche con l’inserimento dello stadio nel piano delle alienazioni?

«Sì, perché del fondo sarà il quotista principale, come se fosse il socio di maggioranza. E in questo modello per il Comune c’è un ulteriore vantaggio, diventando beneficiario anche del rendimento del fondo. Oggi il Comune incassa dalla società per lo stadio un canone diciamo di 25-30mila euro l’anno. Il fondo offrirà un rendimento intorno al 5%, sicuramente una cifra superiore al canone. La durata del fondo? Fino a trent’anni».

Uno dei problemi per l’amministrazione sono ora le elevate spese di manutenzione e di adeguamento alle norme...

«Infatti una cosa è avere, come ora, la proprietà dell’immobile con tutti gli oneri da sostenere e una cosa è possedere una quota, corrispondente al valore dell’immobile conferito, e lasciare la gestione al fondo (con, ripeto, anche i benefici del rendimento). Un’operazione di grande utilità per il Comune».

Ma chi sono i manager del fondo, chi gestirà tutte le attività dello stadio? I manager di Dea Capital Real Estate?

«I manager saranno decisi dal fondo sulla base degli obiettivi. Dea Capital fa un mestiere che sta a monte. Quello invece sarà un mestiere operativo, di gestione dell’infrastruttura».

Ulteriore perplessità: e se un domani Giuseppe Corrado dovesse lasciare il Pisa?

«Il Pisa come società calcistica deve avere un accordo con il fondo indipendentemente dalla sua proprietà. Al netto del fatto che potrà essere affittuario e al tempo stesso detenere una quota del fondo, e quindi decida anche di investire nello stadio, il Pisa dovrà avere un’intesa che prescinde dall’assetto societario. E questo sarà già stabilito all’interno del regolamento del fondo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.16391292:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2018/01/24/news/arena-una-nuova-scala-per-entrare-in-curva-nord-1.16391292]]

Corrado chiede di accelerare per i problemi di capienza dell’Arena, ora e in prospettiva. Ma quanto è possibile accorciare i tempi?

«Il tema è anche evitare investimenti tampone che nel piano di ristrutturazione complessiva si rischia di perdere perché non tutto sarà recuperabile. È la differenza tra costi e investimenti. Capisco le preoccupazioni in questo senso».

La procedura sembra complessa per essere breve come auspicato da società e tifosi...

«La vera complessità, che riscontro anche a Cosenza e Bari, dove porteremo questo modello, è che siamo alle prime applicazioni. Si tratta della terza opzione oltre vendita e legge 147 sugli stadi. È la meno invasiva perché vede il Comune mantenere il controllo. Che si attacchi l’operazione per questa caratteristiche vuol dire che non è stata spiegata pienamente oppure non è stata compresa bene».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:sport:1.16391037:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/sport/2018/01/24/news/il-pisa-si-all-incontro-pubblico-no-a-risposte-ambigue-1.16391037]]

Allora a che punto è l’iter?

«Stiamo entrando nel dettaglio degli aspetti economici e della sostenibilità del progetto. Come Credito Sportivo diventeremo partner dell’operazione di valutazione per dare un contributo di indirizzo. Finora la prima preoccupazione, legittima, è stata di informare i pisani e le istituzioni, in primis Comune e Sovrintendenza, sull’impatto dell’opera nel quartiere. E mi sembra sia stata data una buona risposta. Il tema ora è con che formula concretizzare l’operazione. Lo strumento del fondo immobiliare ad apporto pubblico consente di mantenere il controllo sulla riqualificazione e poi sulla gestione».

Ma dovrà essere conferita l’intera proprietà o anche il solo diritto di superficie?

«Potrebbe essere anche il diritto di superficie. Ora la stima dell’Agenzia del Territorio è un passaggio inevitabile, sono i certificatori del valore. Capisco anche le loro difficoltà perché non esiste una parametrazione. L’Arena non è un immobile come tutti gli altri».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa