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«Cinquemila euro o devasto casa»

«Cinquemila euro o devasto casa»

Acquista un immobile all’asta e l’ex proprietaria tenta l’estorsione

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PISA. Dopo aver perso la casa all’asta, insieme a un amico, ha contattato i nuovi proprietari con intenzioni tutt’altro che pacifiche. E una richiesta inequivocabile: «Dammi cinquemila euro o ti devasto l’abitazione».

È una storia di disperazione quella approdata ieri davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa Giulio Cesare Cipolletta. L’ex proprietaria dell’immobile, una donna che se lo era visto pignorare e cedere all’asta dall’Istituto vendite giudiziarie di via del Brennero, quando ha saputo il nome della persona che aveva appena comprato la sua dimora, l’avrebbe contattata insieme a un amico e, senza mezzi termini, avrebbe tentato di estorcergli la somma sotto la minaccia di seminare caos e distruzione all’interno dei locali. Il fatto sarebbe avvenuto nell’estate del 2016, fra i mesi di giugno e luglio.

Per questo i due, ieri mattina, sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa Giulio Cesare Cipolletta (il pubblico ministero era invece Giovanni Porpora) per concorso in tentata estorsione. Si tratta di tentata estorsione, infatti, in quanto il presunto reato non sarebbe stato consumato: il nuovo proprietario dell’abitazione, sentendosi chiedere tutti quei soldi per evitare la devastazione dei locali, ha immediatamente denunciato l’accaduto alle autorità. Motivo per il quale dopo poco tempo sono partite le indagini coordinate dalla procura pisana.

E ora è partito anche il processo, visto che il gip ha deciso per il rinvio a giudizio di entrambe le persone. L’immobile oggetto dei desideri - che fu messo all’asta dall’Istituto vendite giudiziarie dei tribunali di Pisa, Livorno e Grosseto - si trova nel comune di Ponsacco. I due imputati - difesi dagli avvocati Silvia Lari di Cascine di Buti e Ilaria Fontana di Pontedera - dovranno quindi rispondere davanti al collegio giudicante del reato di concorso in tentata estorsione. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato l’udienza, che si terrà nell’aula 2 del palazzo di giustizia a fine aprile.

(s.t.)

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