Sicurezza
Al Ponticello il documentario con la regista Francesca Paita
SAN GIULIANO TERME. Con l’ultimo venerdì di gennaio torna, dopo la sosta per le festività, l’appuntamento con le apericene culturali dell’associazione “Il Ponticello”. Dopodomani, nel bar pasticceria...
SAN GIULIANO TERME. Con l’ultimo venerdì di gennaio torna, dopo la sosta per le festività, l’appuntamento con le apericene culturali dell’associazione “Il Ponticello”. Dopodomani, nel bar pasticceria di San Giuliano Terme, la regista Francesca Paita presenta il suo documentario “Rammentatevi sempre di Materno”, film selezionato nel 2014 per il festival internazionale “Un film per la pace”.
Un racconto in cui si intrecciano il diario originale di un “ragazzo del ’99” (come erano chiamati i coscritti negli elenchi di leva che nel 1917 compivano 18 anni) e il racconto di Tomaso Catapiani, detto Materno: un ventunenne che nel giugno 1915 venne chiamato a combattere la Prima guerra mondiale. Nella Grande Guerra il battesimo del fuoco significherà per molti soldati anche il battesimo della penna, trasformandola in un laboratorio dove milioni di uomini, spesso scarsamente alfabetizzati, trovano nella scrittura uno strumento di sopravvivenza. Scrivere diventa per i soldati non soltanto la possibilità di testimoniare la propria esistenza in vita e di rassicurare così i propri cari, ma anche e soprattutto una misura terapeutica per fuggire dall’orrore quotidiano.
Tra i soldati che tennero un’intensa corrispondenza ci fu Tomaso, le cui lettere si chiudevano con un messaggio rivolto ai suoi lontani interlocutori e a se stesso: «ma sempre coraggio». Tomaso scrisse la sua ultima missiva il 23 gennaio 1918: tre giorni dopo, in una battaglia sull’Altopiano di Asiago, venne ferito. Fatto prigioniero dagli austriaci e trasportato in un loro ospedale, morì il 14 febbraio. Il suo corpo venne sepolto nel cimitero di Grigno per essere poi trasferito nel Sacrario di Castel Dante a Rovereto. Tutto questo la famiglia di Tomaso lo scoprì 60 anni dopo: fino ad allora il soldato Catapiani era stato dato per disperso.
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