La manifestazione
I cent’anni di Giuseppe: «Cosa mangio? Tutto»
VECCHIANO. Quattro generazioni riunite attorno a Giuseppe Gino Perini, il nonnino di Filettole, che per festeggiare i 100 anni ha visto arrivare a casa anche il sindaco Massimiliano Angori,...
VECCHIANO. Quattro generazioni riunite attorno a Giuseppe Gino Perini, il nonnino di Filettole, che per festeggiare i 100 anni ha visto arrivare a casa anche il sindaco Massimiliano Angori, accompagnato dall’assessore ai servizi del territorio, Michele Nicolini.
Nato in Valgraziosa, il centenario vive lì da decenni. Ha compiuto in scioltezza un viaggio di vita avventuroso combattendo tra l’altro l’ultima guerra in Albania, poi in Grecia: a Cefalonia e Corfù. «Ero arruolato con la Divisione “Acqui”, nel Trentatreesimo artiglieria – racconta – visto che ero esperto di musica per aver suonato nella “Giuseppe Verdi” diretta dal maestro Ilario Martini. Mi affidarono un ruolo nel corpo bandistico in grigioverde, ma la guerra non dovrebbe mai sostituire la pace tra i popoli. Invece...»
Il simpaticissimo vegliardo si dimostra davvero in gamba: è autosufficiente e non disdegna la bicicletta. Appare felice e a suo agio in mezzo al calore che lo circonda, mentre soffia sulla torta, sormontata dalle immancabili candeline. In ordine sparso i ricordi più importanti della sua intensa esistenza. Gli sono accanto i familiari più stretti, a cominciare dalla figlia Anna, già custode alla Scuola Normale e il genero Vittorio, infermiere al Santa Chiara. Non mancano i nipoti e neppure il bisnipote Giovanni, di sette anni.
Una piccola folla invade l’abitazione in via Marconi, nell’applauso di parenti e amici. «Quanto ho pedalato... – ricorda il nonnino – anche alla Piaggio di Pontedera e soprattutto a Lucca. Non ho rinunciato a calarmi nel ruolo di attore alla Pisorno di Tirrenia. Sì, ho avuto un po’ di notorietà. Però mi preme rivolgere un pensiero a mia moglie Giuseppina Moretti, conosciuta bidella all’Università. L’ho perduta 18 anni fa e l’avevo incontrata a Ripafratta: è stato vero amore il nostro».
Giuseppe Gino non vuole confermare di essere stato molto corteggiato dalle donne. «Acqua passata», sorride e taglia corto aiutandosi con un gesto eloquente. Assicura: «Leggo ogni giorno Il Tirreno. Desidero essere bene informato. Ora – aggiunge – sono tranquillo, vado a letto alle 21 e mi alzo alle 6. Mangio un po’ di tutto, preferisco minestrone e zuppa. E guardo avanti...». Il sindaco gli dona una pergamena con una dedica. «Giuseppe Gino è uno dei cinque centenari che dà lustro a Vecchiano, in questo 2018», ha detto il primo cittadino.
Pierluigi Ara
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