Il Tirreno

Pisa

Commessa molestata dentro il negozio Ma lui è già libero

di Pietro Barghigiani
Commessa molestata dentro il negozio Ma lui è già libero

Approccio “solo” verbale e il giudice non convalida l’arresto Lo sfogo della vittima: «Ha detto che tornerà, ho paura»

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PISA. La molesta all’interno di un negozio nella centralissima via Fillungo a Lucca dopo essersi accertato che all’interno non ci sia nessuno. Lui, un richiedente asilo di 27 anni originario del Gambia, cerca l’approccio con parole esplicite e frasi volgari mimando pure una masturbazione. Soltanto il sangue freddo della commessa, una giovane pisana, e la presenza delle telecamere lo fa desistere dal commettere la violenza e lo costringe ad allontanarsi. Un quarto d’ora dopo viene rintracciato da una pattuglia della volante nella zona di porta Santa Maria, portato in questura, riconosciuto dalla vittima e accusato di violenza privata. Ma ieri mattina Mohammed Fall torna in libertà. Il giudice Tiziana Lottini non convalida l’arresto perché il codice di procedura penale non prevede la misura restrittiva per quel tipo di reato in assenza di flagranza. In sostanza affinché la magistratura potesse dare l’okay alla convalida sarebbe stata necessaria un’altra configurazione di reato: l’immigrato avrebbe dovuto spingersi oltre le parole. Il guaio è che l’extracomunitario nel lasciare il locale ha esplicitamente detto alla ragazza che sarebbe tornato. E non certo per acquistare della merce. «Confesso: ho paura - racconta tra l’amarezza e l’indignazione la commessa ventiseienne che abita in provincia di Pisa - Quando esco dal negozio la sera la zona è al buio e deve uscire dal centro storico per andare a prendere la macchina. Se almeno ci fosse un sensibile sconto per chi lavora in centro farei un abbonamento per parcheggio e invece devo percorrere a piedi 7-800 metri. Domanda: e se mi ritrovo al buio da sola quell’energumeno chi vado a ringraziare? Fortunatamente a un centinaio di metri in un negozio lavora il mio compagno, ma non posso pensare di rivolgermi sempre a lui». Sono le 17,30 e la giovane commessa è sola in negozio. Il giovane gambiano, alto più di un metro e 80 e con indosso un piumino grigio e pantaloni scuri, entra (dalle telecamere interne si nota che passa tre volte di fronte al locale per accertarsi che la ragazza fosse sola all’interno) e chiede in inglese un articolo per fumatori. «Faccio la commessa da 10 anni, conosco le lingue e so come comportarmi con i clienti stranieri - racconta - Così gli ho risposto mostrandogli alcuni prodotti senza però guardarlo in faccia». Lui li prova, ma dopo 4-5 minuti cambia umore e parla in italiano: «Un approccio in piena regola. Mi ha fatto apprezzamenti pesanti e mi ha detto che voleva far l’amore con me. Il tutto mentre simulava gesti di autoerotismo appoggiando le mani ai pantaloni». Il momento peggiore deve ancora arrivare: «Ha buttato sul bancone tre pacchetti di sigarette e si è avvicinato. Mi sono ritrovata accanto al muro, vicina alla porta del magazzino dove avevo lasciato il cellulare che è collegato con il responsabile del negozio. Ho mantenuto la calma e ho alzato la testa indicandogli le telecamere. A quel punto è indietreggiato guadagnando l’uscita non prima di avermi detto che sarebbe tornato».

Luca Tronchetti

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