Sicurezza
Gli avversari segnano e lui picchia l’arbitro per un fallo non visto
di Stefano Taglione
Giocatore dell’Arci Perignano a processo per una gara del 2014 del campionato amatoriale Uisp Valdera, vinta dal Gatto Verde
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PISA. «Gli ha tenuto la testa sottobraccio, colpendolo con una serie di pugni. Quella, per noi, era una partita normalissima. Non era così per gli avversari, che la ritenevano fondamentale. Lottavano per il primo posto ed erano molto carichi: forse il ragazzo è stato vittima di questo clima di tensione». Riccardo Novelli, 60 anni, all’epoca dei fatti era dirigente della polisportiva Gatto Verde di Calcinaia. E ieri – nell’aula 1 del palazzo di giustizia di Pisa – è stato chiamato a testimoniare su una vicenda che nel 2014 ha sconvolto l’ambiente calcistico della Uisp Valdera.
Succede tutto durante una partita di calcio. A Lari, il 28 aprile del 2014, quando si gioca l’ultima giornata del campionato di Amatori Eccellenza dell’Unione italiana sport per tutti. Si sfidano l’Arci Perignano e il Gatto Verde. La prima in lizza per la testa della classifica, la seconda al massimo per la medaglia d’argento e la finale regionale. Una gara importantissima, purtroppo sfociata nella violenza. Siamo nel secondo tempo. L’arbitro non ravvisa un presunto fallo nell’area di rigore degli ospiti; l’azione si ribalta, scatta il contropiede: 0-2. Il Gatto Verde raddoppia. Quando si scatena il putiferio.
Che a quasi quattro anni di distanza entra nel tribunale di Pisa. Giulio Balducci – barista di Lari e all’epoca dei fatti calciatore dell’Arci Perignano – per questa vicenda è stato squalificato tre anni dalla giustizia sportiva. L’ha scontata fino al 28 aprile del 2017. Ora, però, è imputato per lesioni personali e minacce. La vittima è un arbitro della Uisp: Mario Caciagli, solo omonimo del defunto allenatore di Pontedera. Secondo quanto raccontato dalla maggior parte dei testimoni che si sono alternati davanti alla giudice Elsa Iadaresta, Balducci dopo le proteste per il fallo negato avrebbe colpito con il petto il direttore di gara, prendendogli il collo sottobraccio e colpendolo con dei pugni alla testa. Fino all’arrivo dei compagni di squadra e degli avversari, che stavano festeggiando il gol e poi li hanno separati.
«L’arbitro cercava di divincolarsi e non l’ho visto reagire», ha detto in aula un altro testimone, il 28enne Gianluca Toncelli, all’epoca dei fatti calciatore del Gatto Verde. Leggermente diversa la versione di un collega dell’Arci Perignano. «Nel secondo tempo c’è stato un fallo al nostro giocatore in area avversaria, non fischiato – sostiene Simone Calloni, 48 anni – poi l’azione è proseguita e Balducci, andando verso l’arbitro, gli ha detto che era l'ennesimo fallo sùbito, strattonandolo. Il direttore di gara ha cercato di allontanarlo dandogli un calcio e spingendolo con le mani. Si sono agguantati e sono caduti insieme».
La maggior parte dei testimoni – incluso lo stesso direttore di gara – hanno riferito che l’arbitro non avrebbe assolutamente reagito all’aggressione, se non cercando di divincolarsi. Infatti Caciagli è estraneo all’indagine ed è stato chiamato solo come teste. Parlando anche delle presunte minacce di morte subìte. E ridimensionandole. «Mi rendo conto che nella foga si perde lucidità – ha detto – e ho percepito la minaccia di morte solo come uno sfogo», ha concluso il direttore di gara, che dopo un iniziale stop ha poi ripreso la sua attività agonistica con la Uisp Valdera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Succede tutto durante una partita di calcio. A Lari, il 28 aprile del 2014, quando si gioca l’ultima giornata del campionato di Amatori Eccellenza dell’Unione italiana sport per tutti. Si sfidano l’Arci Perignano e il Gatto Verde. La prima in lizza per la testa della classifica, la seconda al massimo per la medaglia d’argento e la finale regionale. Una gara importantissima, purtroppo sfociata nella violenza. Siamo nel secondo tempo. L’arbitro non ravvisa un presunto fallo nell’area di rigore degli ospiti; l’azione si ribalta, scatta il contropiede: 0-2. Il Gatto Verde raddoppia. Quando si scatena il putiferio.
Che a quasi quattro anni di distanza entra nel tribunale di Pisa. Giulio Balducci – barista di Lari e all’epoca dei fatti calciatore dell’Arci Perignano – per questa vicenda è stato squalificato tre anni dalla giustizia sportiva. L’ha scontata fino al 28 aprile del 2017. Ora, però, è imputato per lesioni personali e minacce. La vittima è un arbitro della Uisp: Mario Caciagli, solo omonimo del defunto allenatore di Pontedera. Secondo quanto raccontato dalla maggior parte dei testimoni che si sono alternati davanti alla giudice Elsa Iadaresta, Balducci dopo le proteste per il fallo negato avrebbe colpito con il petto il direttore di gara, prendendogli il collo sottobraccio e colpendolo con dei pugni alla testa. Fino all’arrivo dei compagni di squadra e degli avversari, che stavano festeggiando il gol e poi li hanno separati.
«L’arbitro cercava di divincolarsi e non l’ho visto reagire», ha detto in aula un altro testimone, il 28enne Gianluca Toncelli, all’epoca dei fatti calciatore del Gatto Verde. Leggermente diversa la versione di un collega dell’Arci Perignano. «Nel secondo tempo c’è stato un fallo al nostro giocatore in area avversaria, non fischiato – sostiene Simone Calloni, 48 anni – poi l’azione è proseguita e Balducci, andando verso l’arbitro, gli ha detto che era l'ennesimo fallo sùbito, strattonandolo. Il direttore di gara ha cercato di allontanarlo dandogli un calcio e spingendolo con le mani. Si sono agguantati e sono caduti insieme».
La maggior parte dei testimoni – incluso lo stesso direttore di gara – hanno riferito che l’arbitro non avrebbe assolutamente reagito all’aggressione, se non cercando di divincolarsi. Infatti Caciagli è estraneo all’indagine ed è stato chiamato solo come teste. Parlando anche delle presunte minacce di morte subìte. E ridimensionandole. «Mi rendo conto che nella foga si perde lucidità – ha detto – e ho percepito la minaccia di morte solo come uno sfogo», ha concluso il direttore di gara, che dopo un iniziale stop ha poi ripreso la sua attività agonistica con la Uisp Valdera.
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