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Pisa

Accolta dalle note dell’orchestra la Costituzione al liceo

Accolta dalle note dell’orchestra la Costituzione al liceo

Il presidente della Corte Paolo Grossi ospite dell’iniziativa «La bussola: l’antifascismo e il valore della persona umana»

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PISA. Dopo Firenze e Roma, la terza tappa del “viaggio in Italia” della Costituzione nelle scuole ha visto la presenza del presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi al liceo Carducci di Pisa. A salutare Grossi, insieme al provveditore Giacomo Tizzanini e al presidente dell’Ufficio Scolastico Regionale Alessandra Papa, la preside del liceo Sandra Capparelli. «Portare la Costituzione, testo madre di tutte le nostre leggi, nelle scuole è una missione encomiabile e che noi sosteniamo con entusiasmo – ha detto Capparelli –. Oggi più che mai è concreta l’esigenza di promuovere tra i giovani i valori civili oltre che giuridici fondativi della nostra Italia».

Un progetto auspicato sin dal 2016, ma coronato soltanto con l’accordo sottoscritto l’8 gennaio scorso insieme alla ministra Fedeli. Accolto dall’inno nazionale ed europeo suonati dall’orchestra del liceo musicale, il professor Grossi ha espresso soddisfazione per l’iniziativa intrapresa, sottolineando la vicinanza al mondo dell’istruzione. «Mi sono definito sempre un professore universitario prestato per nove anni alla Corte Costituzionale». «La Consulta non è un castello murato – ha detto Grossi – ma un palazzo romano con finestre e porte aperte. La Corte deve essere interprete dei valori condivisi da quel popolo che l’articolo 1 definisce sovrano e non può mai perdere il nesso funzionale con la società civile, con orecchie ben tese per ciò che avviene fuori dalle sue mura».

È sull’articolo 3 della Costituzione che il professore ha insistito, citando lo scrittore Anatole France e ricordando, tra i membri dell’Assemblea Costituente, Giorgio La Pira. «A La Pira si deve la relazione introduttiva alla nostra Costituzione che formalizza due principi fondamentali: la posizione nettamente antifascista e il valore primario della persona umana. I padri costituenti hanno saputo leggere alle radici della società italiana, sentendo la necessità di scongiurare orrori come le leggi razziali e la Shoa. Una comunità a favore dell’uomo che si specchia nel principio di uguaglianza sancito dal nostro articolo 3, non solo in senso formale ma anche in senso sostanziale. L’uguaglianza, grande conquista del giusnaturalismo, deve misurarsi nel concreto. Questa è la grande novità del secondo costituzionalismo autenticamente democratico che, al contrario del giusnaturalismo, non ha più bisogno di un modello astratto, ma di disposizioni puntuali rivolte alla concretezza». «Una comunità favorevole all’uomo – conclude Grossi –, non solo all’abbiente, deve far sì che anche l’ultimo si riconosca in essa».

Carlotta Lattanzi

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