Il dolore
Pioggia di sassi sul lungomare di Marina
di Donatella Lascar
Onde alte e vento devastano lo stabilimento balenare Gorgona: distrutte 44 cabine e gran parte della recinzione esterna
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MARINA DI PISA. Le spiagge di ghiaia non hanno salvato Marina dalla mareggiata che nella notte tra si è abbattuta sul litorale. Ed anzi la violenza delle onde ha trasformato il lungomare in una distesa di sassi per quella che, più che una mareggiata, in tanti hanno definito una “sassaiola”. Danni? Forse più contenuti che in altre situazioni. Ma certamente ingenti soprattutto al bagno Gorgona che praticamente è andato distrutto dalla forza del mare e del vento che in alcuni momenti ha tirato anche fino ai 116 chilometri orari. La mareggiata si è portata via quarantaquattro cabine, tutto lo steccato esterno e di detriti sono stati risucchiati in mare e in parte scaraventati sulla strada. «Al momento è impossibile fare una stima precisa dei danni – spiega la titolare del bagno Patrizia Fabbri – ma si tratta sicuramente di miglia e migliaia di euro. L’ultima volta che eravamo stati colpiti in modo considerevole da una mareggiata, risale a quattro anni fa e c’aveva distrutto ventidue cabine. Ma questa è molto più forte. La diga davanti non ci protegge perché non ce la fa a sostenere la potenza delle onde di quattro cinque metri che ci si infrangono e sprofonda sempre più. Comunque, la situazione è peggiorata da quando è stato costruito il porto».
Il lungomare, come detto, è stato invaso dai sassi delle spiagge di ghiaia che la furia delle onde ha trasportato sulla strada e in alcuni punti anche fino dentro le saracinesche di alcuni esercizi commerciali. Il tratto più colpito è quello che va dall’inizio del lungomare Tullio Crosio, in prossimità del porto, fino a piazza Gorgona. È proprio da qui che sono iniziati i lavori di ripulitura della strada da parte dell’Avr e della protezione civile del Comune, aiutati anche da alcuni volontari migranti ospiti al Lamone gestito dalla Croce Rossa, che ha messo a disposizione anche alcuni veicoli operativi. Ma la mareggiata ha fatto anche altri danni e ha riportato alla luce una tra le problematiche più scottanti, lo scivolo in piazza Baleari costruito male: di fatto è un “trampolino” per le onde. L’acqua - nonostante alò presenza di barriere ancorate lì dalla protezione civile - entra agevolmente e invade l’abitato tanto che, ieri mattina, via Maiorca era semi allagata. «Noi abbiamo monitorato la situazione tutta la notte insieme alla protezione civile del Comune – spiega Giada Puccini, responsabile operativo della protezione civile del litorale per la Palp – e di danni ce ne sono stati. Il vento ha piegato diversi cartelli stradali, ha portato via le grondaie dell’istituto Nissim e un cavo della Telecom, ha divelto una panchina di marmo in piazza Baleari dove all’imboccatura dello scivolo, il mare ha spostato un newjersey in cemento».
«Alcuni commercianti non hanno aperto questa mattina – afferma Simona Rindi, presidente del Centro Commerciale Naturale - è un vero disastro. Il mare ha tracimato dagli sogli e ha corso per le strade. Questo perché lo scivolo è costruito male e invece di risolvere la questione, sono anni che ci sono stati messi i new jersy che non ce la fanno a fermare il mare. Bisogna riconoscere che quest’opera non funziona o che, comunque, se vogliamo che servano a qualcosa, le spiagge vanno spianate con continuità e non una volta l’anno altrimenti non servono a niente. Invito quindi l’amministrazione – conclude Rindi - a renderle funzionanti a cominciare dallo scivolo».
«Le spiagge di ghiaia non hanno retto all’ultima mareggiata. Purtroppo questo non ci sorprende, visto che l’opera negli anni non è mai stata mantenuta e monitorata. Proprio alla luce di quanto è successo l’altra sera ritengo impensabile il progetto di ampliare queste spiagge» dice Alessandro Cordoni, presidente di Confesercenti Litorale e titolare del Bagno Vittoria di Marina. Anche il suo stabilimento ha subito danni. «Il vento ha scoperchiato qualche cabina – spiega – ma soprattutto il mare ha mangiato molta spiaggia. Purtroppo in questi anni la difesa della nostra costa ha visto solo noi imprenditori in prima linea. Anche recentemente abbiamo speso quasi 100mila euro per interventi sulle scogliere e per il ripascimento. Questo per sopperire ad una totale mancanza da parte degli organi preposti. Adesso si parla tanto di brand della costa, ma se non difendiamo il nostro litorale con interventi seri la costa rischia di non esserci più».
Impegnati per tutto il giorno sulle richieste di intervento i vigili del fuoco di Pisa. Numerosi i rami caduti anche su viale D’Annunzio. In città un albero è stato abbattuto dal vento nel parcheggio di Mediaworld».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il lungomare, come detto, è stato invaso dai sassi delle spiagge di ghiaia che la furia delle onde ha trasportato sulla strada e in alcuni punti anche fino dentro le saracinesche di alcuni esercizi commerciali. Il tratto più colpito è quello che va dall’inizio del lungomare Tullio Crosio, in prossimità del porto, fino a piazza Gorgona. È proprio da qui che sono iniziati i lavori di ripulitura della strada da parte dell’Avr e della protezione civile del Comune, aiutati anche da alcuni volontari migranti ospiti al Lamone gestito dalla Croce Rossa, che ha messo a disposizione anche alcuni veicoli operativi. Ma la mareggiata ha fatto anche altri danni e ha riportato alla luce una tra le problematiche più scottanti, lo scivolo in piazza Baleari costruito male: di fatto è un “trampolino” per le onde. L’acqua - nonostante alò presenza di barriere ancorate lì dalla protezione civile - entra agevolmente e invade l’abitato tanto che, ieri mattina, via Maiorca era semi allagata. «Noi abbiamo monitorato la situazione tutta la notte insieme alla protezione civile del Comune – spiega Giada Puccini, responsabile operativo della protezione civile del litorale per la Palp – e di danni ce ne sono stati. Il vento ha piegato diversi cartelli stradali, ha portato via le grondaie dell’istituto Nissim e un cavo della Telecom, ha divelto una panchina di marmo in piazza Baleari dove all’imboccatura dello scivolo, il mare ha spostato un newjersey in cemento».
«Alcuni commercianti non hanno aperto questa mattina – afferma Simona Rindi, presidente del Centro Commerciale Naturale - è un vero disastro. Il mare ha tracimato dagli sogli e ha corso per le strade. Questo perché lo scivolo è costruito male e invece di risolvere la questione, sono anni che ci sono stati messi i new jersy che non ce la fanno a fermare il mare. Bisogna riconoscere che quest’opera non funziona o che, comunque, se vogliamo che servano a qualcosa, le spiagge vanno spianate con continuità e non una volta l’anno altrimenti non servono a niente. Invito quindi l’amministrazione – conclude Rindi - a renderle funzionanti a cominciare dallo scivolo».
«Le spiagge di ghiaia non hanno retto all’ultima mareggiata. Purtroppo questo non ci sorprende, visto che l’opera negli anni non è mai stata mantenuta e monitorata. Proprio alla luce di quanto è successo l’altra sera ritengo impensabile il progetto di ampliare queste spiagge» dice Alessandro Cordoni, presidente di Confesercenti Litorale e titolare del Bagno Vittoria di Marina. Anche il suo stabilimento ha subito danni. «Il vento ha scoperchiato qualche cabina – spiega – ma soprattutto il mare ha mangiato molta spiaggia. Purtroppo in questi anni la difesa della nostra costa ha visto solo noi imprenditori in prima linea. Anche recentemente abbiamo speso quasi 100mila euro per interventi sulle scogliere e per il ripascimento. Questo per sopperire ad una totale mancanza da parte degli organi preposti. Adesso si parla tanto di brand della costa, ma se non difendiamo il nostro litorale con interventi seri la costa rischia di non esserci più».
Impegnati per tutto il giorno sulle richieste di intervento i vigili del fuoco di Pisa. Numerosi i rami caduti anche su viale D’Annunzio. In città un albero è stato abbattuto dal vento nel parcheggio di Mediaworld».
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