Attenzione
«Lavori sulla diga dopo l’estate»
L’annuncio di Ghezzi: dalla Regione 500mila euro per mitigare l’effetto delle mareggiate
2 MINUTI DI LETTURA
MARINA. Dalla verifica del corretto posizionamento delle barriere sullo scivolo a mare, all’attivazione di una pattuglia di polizia municipale anche di notte, passando da tutte le misure previste in caso di codice arancione: un presidio straordinario della Croce Rossa, la dotazione di sacchi di sabbia, l’attivazione di enti pubblici e privati (Euroambiente, la provincia, la società Avr) pronti a mettersi in moto in caso di necessità. La macchina della protezione civile ha funzionato anche in occasione della mareggiata e del forte vento che hanno provocato danni e disagi sul lungomare tra martedì notte e ieri mattina. Dimostrando che forse per mitigare gli effetti di eventi straordinari come quello che ha interessato Marina servono, come chiesto da tempo dal Comune, anche altri interventi. E questa è una delle valutazioni del vice sindaco e assessore alla protezione civile Paolo Ghezzi a poche ore dall’ultima ondata di maltempo. «Il tipo di evento che si è verificato - spiega - è paragonabile a quello del 2012 almeno per altezza di onda. Ma i danni all’epoca furono più gravi. Come purtroppo spesso accade a subirli è stato il bagno Gorgona molto esposto a questi fenomeni a cui si aggiunge quella che è stata definita una “sassaiola” sul lungomare nel tratto di circa 40 metri a nord di piazza delle Baleari». Perché? I motivi sono appunto riconducibili a interventi a mare inadeguati rispetto alla possibilità di contenere fenomeni atmosferici di portata straordinaria: «La diga soffolta (sottomrina, ndr), sulla quale c’è un contenzioso tra la ditta costruttrice e la Provincia, così com’è oggi non va bene, la sezione è troppo stretta e non lavora come dovrebbe». Contenzioso o no Ghezzi annuncia però il prossimo avvio dei lavori: «I soldi della Regione per intervenire ci sono - dice - 500mila euro. In questi mesi sarà bandita la gara e si andrà all’intervento dopo l’estate». Più complessa - e comunque legata al contenzioso relativo alla diga - la soluzione al problema dello scivolo a mare «costruito in posizione non adeguata - conclude Ghezzi - cosa che ci vede, come protezione civile, chiedere da almeno due anni di sistemare una protezione e rivederne la posizione. Ci auguriamo sia possibile usufruendo dei finanziamenti disponibili per la diga». Insomma anche in questo caso a provvedere potrebbe essere la Regione alla quale Ghezzi ha già inviato un sollecito per mettere mano prima possibile alla sistemazione delle ghiaie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
