Sicurezza
Gli devastano la casa e scappano con l’oro
Furto da 10mila euro alla Corte. Derubato un pensionato di Calci: «Hanno preso pure i cioccolatini»
3 MINUTI DI LETTURA
CALCI. Clamoroso furto in un’abitazione di Calci. Via refurtiva per quasi diecimila euro, per non parlare dei danni provocati. È l’ennesimo colpo in Valgraziosa dove, non meno che sull’intero Lungomonte pisano, i ladri sono letteralmente scatenati prendendo di mira case, circoli ricreativi, esercizi commerciali, auto e motociclette. Un capitolo a parte riguarda le bici che spariscono anche se chiuse e messe apparentemente in sicurezza.
Due giorni fa i malviventi hanno preso d’assalto le case popolari della Corte, popolosa frazione del comune di Calci, afflitta da mille problemi, in primis perché stretta nella morsa del traffico nella precaria viabilità. Stavolta nel mirino degli indesiderati ospiti l’appartamento di Franco Bonanni, pensionato di un’impresa di pulizie da neppure un mese. L’uomo, insieme alla moglie Fiorella, vive al secondo piano dell’edificio di edilizia popolare. Adesso appare provato e amareggiato per quanto accaduto. «Mai avrei pensato di essere derubato anch’io, come è successo qui a tante persone – dice – Viviamo tutti in un clima di preoccupazione crescente, anche perché manca la certezza della pena, quando i malviventi vengono scoperti. Il furto in casa mia è avvenuto tra le 17 e il 19,30 che, secondo le statistiche diffuse dalle forze dell’ordine, è l’ora maggiormente a rischio. Così si è verificato anche in questa mia dolorosa esperienza. Eravamo assenti quando i ladri sono entrati in azione».
Per quanto hanno potuto accertare i militari della stazione di Calci, che stanno svolgendo le indagini dopo la denuncia e il sopralluogo, nella dinamica hanno scalato la gronda dell’acqua piovana, situata sul lato nord dalla parte della Certosa. Una visuale alla portata di tutti, sotto gli occhi di coloro che passano su via Buozzi, non lontano dal parco pubblico delle Fonderie. Gli intrusi si sono arrampicati fino al secondo piano per arrivare al terrazzo prospiciente la sala da pranzo. Poi, con il piede di porco e altri attrezzi da scasso, hanno scardinato la porta blindata.
«Eppure, proprio alla vigilia dello scorso Natale, temendo il peggio – continua Bonanni – avevo provveduto a corazzare tutte le porte e le finestre. Ho speso migliaia di euro ma non è servito a nulla. Dalla porta forzata, ecco l'irruzione all’interno. Un macello. Quando sono rientrato, già nel corridoio uno spettacolo avvilente. Nelle stanze un caos indescrivibile. Tutto gettato per terra, un confuso groviglio di biancheria e cose diverse, i cassetti rovesciati. Teatro maggiore della scorreria la camera da letto e in sala da pranzo. Non si è salvato niente, a soqquadro i mobili con le ante aperte e le suppellettili sparse. Da non credere».
Oggetto del desiderio dei ladri soprattutto i gioielli e i valori d’oro tra cui orologi, catenine e orecchini. «Alcuni oggetti – sottolinea il pensionato – rivestivano anche un significato affettivo importante e particolare sul piano personale. Dopo avere arraffato quello che interessava, i ladri hanno battuto in ritirata non prima di essersi impossessati anche di cioccolatini e sigarette. Hanno portato via perfino le chiavi, imboccando poi le scale». Non mi è restato che fare di necessità virtù – conclude Bonanni, allargando le braccia sconsolato – Ho subito richiamato il fabbro per ripristinare le blindature e rafforzarle affiancandole anche con robusti cancelli interni. Ma non è giusto».
Pierluigi Ara
Due giorni fa i malviventi hanno preso d’assalto le case popolari della Corte, popolosa frazione del comune di Calci, afflitta da mille problemi, in primis perché stretta nella morsa del traffico nella precaria viabilità. Stavolta nel mirino degli indesiderati ospiti l’appartamento di Franco Bonanni, pensionato di un’impresa di pulizie da neppure un mese. L’uomo, insieme alla moglie Fiorella, vive al secondo piano dell’edificio di edilizia popolare. Adesso appare provato e amareggiato per quanto accaduto. «Mai avrei pensato di essere derubato anch’io, come è successo qui a tante persone – dice – Viviamo tutti in un clima di preoccupazione crescente, anche perché manca la certezza della pena, quando i malviventi vengono scoperti. Il furto in casa mia è avvenuto tra le 17 e il 19,30 che, secondo le statistiche diffuse dalle forze dell’ordine, è l’ora maggiormente a rischio. Così si è verificato anche in questa mia dolorosa esperienza. Eravamo assenti quando i ladri sono entrati in azione».
Per quanto hanno potuto accertare i militari della stazione di Calci, che stanno svolgendo le indagini dopo la denuncia e il sopralluogo, nella dinamica hanno scalato la gronda dell’acqua piovana, situata sul lato nord dalla parte della Certosa. Una visuale alla portata di tutti, sotto gli occhi di coloro che passano su via Buozzi, non lontano dal parco pubblico delle Fonderie. Gli intrusi si sono arrampicati fino al secondo piano per arrivare al terrazzo prospiciente la sala da pranzo. Poi, con il piede di porco e altri attrezzi da scasso, hanno scardinato la porta blindata.
«Eppure, proprio alla vigilia dello scorso Natale, temendo il peggio – continua Bonanni – avevo provveduto a corazzare tutte le porte e le finestre. Ho speso migliaia di euro ma non è servito a nulla. Dalla porta forzata, ecco l'irruzione all’interno. Un macello. Quando sono rientrato, già nel corridoio uno spettacolo avvilente. Nelle stanze un caos indescrivibile. Tutto gettato per terra, un confuso groviglio di biancheria e cose diverse, i cassetti rovesciati. Teatro maggiore della scorreria la camera da letto e in sala da pranzo. Non si è salvato niente, a soqquadro i mobili con le ante aperte e le suppellettili sparse. Da non credere».
Oggetto del desiderio dei ladri soprattutto i gioielli e i valori d’oro tra cui orologi, catenine e orecchini. «Alcuni oggetti – sottolinea il pensionato – rivestivano anche un significato affettivo importante e particolare sul piano personale. Dopo avere arraffato quello che interessava, i ladri hanno battuto in ritirata non prima di essersi impossessati anche di cioccolatini e sigarette. Hanno portato via perfino le chiavi, imboccando poi le scale». Non mi è restato che fare di necessità virtù – conclude Bonanni, allargando le braccia sconsolato – Ho subito richiamato il fabbro per ripristinare le blindature e rafforzarle affiancandole anche con robusti cancelli interni. Ma non è giusto».
Pierluigi Ara
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
