Finanza
Fossabanda resta chiuso stop alla trattativa col Dsu
di Danilo Renzullo
L’ex convento di Santa Croce non diventerà una residenza per gli universitari L’Azienda cancella l’investimento previsto: niente accordo con il Comune
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PISA. Dopo quasi cinque anni di tentativi, fallisce la trattativa tra l’amministrazione comunale e l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Dsu) per trasformare temporaneamente l’ex albergo di Santa Croce in Fossabanda in una residenza studentesca. Il Dsu ha ritirato le risorse previste per la ristrutturazione dell’immobile comunale dal piano degli investimenti 2018-2020.
Oltre 300.000 euro (risorse che sarebbero state utilizzate per allestire circa 70 posti letto da destinare agli studenti borsisti e una mensa al servizio del Polo Piagge dell’Università) dirottati su interventi di manutenzione straordinaria in residenze studentesche di Firenze e Siena. «Dato che allo stato attuale l’intervento è subordinato alle volontà dell’amministrazione comunale e non risulta determinabile il livello della spesa e quindi le tempistiche di realizzazione dello stesso, si è deciso per il momento di accantonare lo stanziamento», sottolinea il Dsu nella relazione che accompagna il piano di investimenti. «Apparendo (l’intervento, ndr) al momento difficilmente realizzabile per motivi indipendenti dalla volontà dell’Azienda – prosegue l’ente – si ritiene opportuno impiegare diversamente le risorse previste».
Il Dsu si era reso disponibile a far fronte anche ai danni (circa 250.000 euro) agli impianti elettrici causati dagli allagamenti di due anni fa. Ultimo “intralcio” alla firma di una convenzione da parte dell’amministrazione (già sottoscritta da Dsu e Università) che avrebbe dovuto concedere l’immobile per un periodo di 4-5 anni all’Azienda regionale per far fronte all’emergenza abitativa studentesca in attesa della realizzazione dello studentato di San Cataldo. Il bene, intanto, resta nel piano di alienazioni di Palazzo Gambacorti (valutato 6,4 milioni di euro). «La convenzione già sottoscritta dal Dsu e dall’Università non viene chiusa per la mancata volontà politica della giunta Filippeschi», accusa Diritti in comune, la coalizione formata da Una città in comune, Rifondazione comunista, Possibile e Sinistra Italiana nata in vista delle prossime amministrative. «Nei fatti viene affossato un progetto che non solo avrebbe garantito un centinaio di posti letto, ma avrebbe aperto un servizio mensa per il Polo Piagge e tutelato il bene dal deterioramento causato dalla chiusura», aggiunge la coalizione che chiede all’amministrazione di far luce sulla vicenda.
Motivi che saranno probabilmente esposti questo pomeriggio in consiglio comunale durante la discussione di un question time presentato da Una città in comune. «Si tratta di un grosso e grave passo indietro del Dsu che ancora una volta non è riuscito a trovare una soluzione reale all’emergenza dei posti alloggi – accusa Sinistra Per… – ma riteniamo l’amministrazione comunale la maggiore responsabile del naufragare della trattativa. In una città come Pisa, dove ci sono 1.512 posti letto a fronte dei circa 2.500 studenti borsisti idonei, ostacolare e bloccare tali trattative non garantendo il diritto allo studio di questi studenti sia inammissibile – prosegue il sindacato studentesco – Chiediamo una soluzione a tutto ciò e che l’amministrazione comunale chiarisca la sua posizione e renda tutti gli studenti consapevoli dei motivi reali del mancato accordo».
Oltre 300.000 euro (risorse che sarebbero state utilizzate per allestire circa 70 posti letto da destinare agli studenti borsisti e una mensa al servizio del Polo Piagge dell’Università) dirottati su interventi di manutenzione straordinaria in residenze studentesche di Firenze e Siena. «Dato che allo stato attuale l’intervento è subordinato alle volontà dell’amministrazione comunale e non risulta determinabile il livello della spesa e quindi le tempistiche di realizzazione dello stesso, si è deciso per il momento di accantonare lo stanziamento», sottolinea il Dsu nella relazione che accompagna il piano di investimenti. «Apparendo (l’intervento, ndr) al momento difficilmente realizzabile per motivi indipendenti dalla volontà dell’Azienda – prosegue l’ente – si ritiene opportuno impiegare diversamente le risorse previste».
Il Dsu si era reso disponibile a far fronte anche ai danni (circa 250.000 euro) agli impianti elettrici causati dagli allagamenti di due anni fa. Ultimo “intralcio” alla firma di una convenzione da parte dell’amministrazione (già sottoscritta da Dsu e Università) che avrebbe dovuto concedere l’immobile per un periodo di 4-5 anni all’Azienda regionale per far fronte all’emergenza abitativa studentesca in attesa della realizzazione dello studentato di San Cataldo. Il bene, intanto, resta nel piano di alienazioni di Palazzo Gambacorti (valutato 6,4 milioni di euro). «La convenzione già sottoscritta dal Dsu e dall’Università non viene chiusa per la mancata volontà politica della giunta Filippeschi», accusa Diritti in comune, la coalizione formata da Una città in comune, Rifondazione comunista, Possibile e Sinistra Italiana nata in vista delle prossime amministrative. «Nei fatti viene affossato un progetto che non solo avrebbe garantito un centinaio di posti letto, ma avrebbe aperto un servizio mensa per il Polo Piagge e tutelato il bene dal deterioramento causato dalla chiusura», aggiunge la coalizione che chiede all’amministrazione di far luce sulla vicenda.
Motivi che saranno probabilmente esposti questo pomeriggio in consiglio comunale durante la discussione di un question time presentato da Una città in comune. «Si tratta di un grosso e grave passo indietro del Dsu che ancora una volta non è riuscito a trovare una soluzione reale all’emergenza dei posti alloggi – accusa Sinistra Per… – ma riteniamo l’amministrazione comunale la maggiore responsabile del naufragare della trattativa. In una città come Pisa, dove ci sono 1.512 posti letto a fronte dei circa 2.500 studenti borsisti idonei, ostacolare e bloccare tali trattative non garantendo il diritto allo studio di questi studenti sia inammissibile – prosegue il sindacato studentesco – Chiediamo una soluzione a tutto ciò e che l’amministrazione comunale chiarisca la sua posizione e renda tutti gli studenti consapevoli dei motivi reali del mancato accordo».
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