Sicurezza
Fondi stanziati per il progetto della Stazione
Un fondo di 75mila euro inserito dal Comune nel piano triennale delle opere pubbliche
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PISA. La spinta per il recupero della Stazione Marconi prosegue. Il restauro necessita di un intervento da 2,2 milioni di euro per la palazzina principale dello storico complesso di Coltano. Dopo il nulla-osta del Demanio, ente proprietario dell’edificio, l’amministrazione comunale ha stanziato 47mila euro per la bonifica dell’area. Un modo per ottenere quanto prima anche il trasferimento della proprietà, atto necessario per attuare il progetto di recupero e valorizzazione. Ora la mossa seguente di Palazzo Gambacorti, confermata dall’assessore al patrimonio Andrea Serfogli, ovvero anticipare dai 2,2 complessivi (come da impegno di Comune e Regione) i 75mila euro che servono per «opere preliminari, saggi, indagini geologiche e spese tecniche per la realizzazione del progetto esecutivo», si legge negli atti comunali allegati dal programma triennale 2018/20 e nell’elenco annuale dei lavori pubblici.
Un’ulteriore accelerazione per dare una svolta al progetto di recupero, rifunzionalizzazione e realizzazione del nuovo solaio di calpestio della prima stazione. Grazie al recupero di questi volumi, tra prima stazione e pertinenze, il piano prevede l’attivazione di un museo delle comunicazioni, un bookshop e un punto ristoro, oltre a spazi in cui sviluppare la funzione di incubatore per imprese e start-up del territorio in collaborazione con gli atenei pisani, gli istituti di ricerca, i poli tecnologici. Nel progetto è compresa la possibilità di affidare in gestione le attività commerciali e tutti i servizi conseguenti: biglietteria, didattica, laboratori, visite guidate, eccetera. Tutte fonti di ricavo legate all’utilizzo del complesso recuperato, che dovrà avere personale rappresentato, nel piano economico, soprattutto da figure quali un direttore, un custode e gli operatori.
Intanto sul nostro sito internet è ancora possibile vedere il video girato con l’impiego di un drone dal nostro fotografo Fabio Muzzi grazie al nulla osta emesso dalla 46ª Brigata Aerea e alla successiva autorizzazione Notam dell’Enac da parte della direzione aeroportuale di Pisa.
Un documento straordinario che testimonia la situazione di abbandono ed incrucira di quello che dovrebbe essere un gioiello e un vanto nazionale, ridotto invece ad un rudere con i muri diroccati ed arbusti infestanti. Per quasi mezzo secolo, tra il 1903 ed i primi anni Quaranta del Novecento, Coltano è stato uno dei più importanti centri al mondo di traffico telegrafico e telefonico. Il progetto prese concretamente avvio nel 1904, quando il re Vittorio Emanuele III cedette a Marconi i terreni in località Corniolo a titolo gratuito. Nel 1911 il collaudo alla presenza del re, che si mise in contatto con Massaua, allora colonia italiana d’Eritrea.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un’ulteriore accelerazione per dare una svolta al progetto di recupero, rifunzionalizzazione e realizzazione del nuovo solaio di calpestio della prima stazione. Grazie al recupero di questi volumi, tra prima stazione e pertinenze, il piano prevede l’attivazione di un museo delle comunicazioni, un bookshop e un punto ristoro, oltre a spazi in cui sviluppare la funzione di incubatore per imprese e start-up del territorio in collaborazione con gli atenei pisani, gli istituti di ricerca, i poli tecnologici. Nel progetto è compresa la possibilità di affidare in gestione le attività commerciali e tutti i servizi conseguenti: biglietteria, didattica, laboratori, visite guidate, eccetera. Tutte fonti di ricavo legate all’utilizzo del complesso recuperato, che dovrà avere personale rappresentato, nel piano economico, soprattutto da figure quali un direttore, un custode e gli operatori.
Intanto sul nostro sito internet è ancora possibile vedere il video girato con l’impiego di un drone dal nostro fotografo Fabio Muzzi grazie al nulla osta emesso dalla 46ª Brigata Aerea e alla successiva autorizzazione Notam dell’Enac da parte della direzione aeroportuale di Pisa.
Un documento straordinario che testimonia la situazione di abbandono ed incrucira di quello che dovrebbe essere un gioiello e un vanto nazionale, ridotto invece ad un rudere con i muri diroccati ed arbusti infestanti. Per quasi mezzo secolo, tra il 1903 ed i primi anni Quaranta del Novecento, Coltano è stato uno dei più importanti centri al mondo di traffico telegrafico e telefonico. Il progetto prese concretamente avvio nel 1904, quando il re Vittorio Emanuele III cedette a Marconi i terreni in località Corniolo a titolo gratuito. Nel 1911 il collaudo alla presenza del re, che si mise in contatto con Massaua, allora colonia italiana d’Eritrea.
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