Sicurezza
Pazienti truffati, sospeso un oculista
L’accusa: cure con le staminali e farmaci costosi prescritti senza avere un effetto reale sulle patologie. Il dottore: «Sono sereno»
PISA. Lo accusano in cinque. E, senza conoscersi, ai carabinieri del Nas hanno detto più o meno le stesse cose: «Abbiamo speso fior di soldi per visite e medicine e, nonostante le promesse, non abbiamo avuto alcun miglioramento». Accusato di truffa aggravata, un oculista residente a Cascina e con studio a Cisanello dopo averlo avuto in Corso Italia, è stato raggiunto da un provvedimento interdittivo della durata di un anno chiesto dal sostituto procuratore Flavia Alemi e disposto dal gip del Tribunale Donato D’Auria. Il dottor Duilio Siravo, 60 anni, è stato sospeso dalla professione nell’ambito di un procedimento aperto dopo la trasmissione “Le Iene” andata in onda su Italia Uno a fine febbraio 2016. Assistito dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, il medico comparirà davanti al gip per rispondere alle contestazioni che hanno portato all’emissione della misura cautelare che di fatto gli impedisce di lavorare. Contattato dal Tirreno, l’oculista spiega: «È ancora tutto da decidere. Aspettiamo che venga definita la faccenda. Sereno? Direi di sì». Il provvedimento è stato notificato lunedì dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Livorno coordinati dal magistrato Alemi.
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Il dottor Siravo ha studi a Pisa e a San Marino. Due punti di ricevimento per i pazienti che arrivano da tutta Italia. Già in passato era incappato in denunce per truffa che poi non erano approdate in esiti giudiziari. Quello che gli viene addebitato è aver promesso interventi e soluzioni terapeutiche, anche prospettando il ricorso alle cellule staminali, quando in realtà la risposta per le patologie non era proprio azzeccata. Non che i malanni si siano aggravati, ma, per l’accusa, le soluzioni curative non erano le più appropriate. Al massimo erano inutili. In compenso il ciclo di cure, oltre alla visita, non era proprio economico. Quasi mille euro per i farmaci, ma c’è anche chi ne ha spesi 2.600 per visite e medicine. Per ogni visita erano 250 euro. E, se non richiesta, la fattura restava nel cassetto. Sono cinque i pazienti con gravi problemi visivi sentiti dagli investigatori dopo essersi rivolti all’oculista. La personificazione della speranza di un miglioramento affidandosi alla professionalità del medico. “Le Iene” avevano mandato due “ganci” come si chiama nel gergo tv chi si trasforma nell’esca per smascherare l’obiettivo del servizio. In quella l’occasione la promessa, dietro pagamento cash, era di essere inseriti in una lista per farsi operare a San Marino con le cellule staminali. Si vantava, l’oculista, con i suoi pazienti di aver operato Kaka e Rino Gattuso, all’epoca mister del Pisa. Ai microfoni delle Iene Ringhio rispose senza sfumature riguardo ai rapporti con Siravo: «Non so chi sia questa persona, non mi ha mai operato e si deve vergognare. Chi di dovere dovrebbe prendere provvedimenti». Li ha presi la Procura che ora con il capo Alessandro Crini formalizza la misura interdittiva che si traduce nello stop alla professione per il medico. «L’ipotesi è che chiedesse soldi per cure inutili e costose – spiega il procuratore –. Il nostro consulente ci ha detto che alcune diagnosi erano corrette, altre invece erano proprio sballate e comunque i farmaci non davano benefici. Di qui la contestazione della truffa aggravata considerando anche la vulnerabilità e la minorata difesa dei pazienti». Al di là delle persone trovate finora, la Procura lancia una sorta di appello. Se qualcuno ha avuto a che fare con l’oculista e ha riscontrato costi e comportamenti considerati irregolari, può rivolgersi ai carabinieri del Nas di Livorno.
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