La protesta
Tante opere promosse ma vince la richiesta di maggiore sicurezza
Giro di opinioni con le “sentinelle” di Caffè Tirreno Dalla soddisfazione dei Passi alle paure di Porta a Mare
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Ogni quartiere ha le sue esigenze. Specifiche zona per zona. Il tratto trasversale, che va oltre ogni confine, è la richiesta di sicurezza. Questo vale per i quartieri del centro storico come per le periferie. Si è dibattuto a lungo, statistiche alla mano, sul calo dei furti a livello numerico e sulla differenza tra realtà e percezione. Comunque sia, i cittadini continuano a lamentare un’escalation di insicurezza, mischiata al degrado, che ormai caratterizza gli ultimi mesi, se non anni.
Mentre l’amministrazione comunale mette in mostra tra Logge di Banchi e Palazzo Gambacorti le opere realizzate nei due mandati della giunta Filippeschi, tra le quali interventi realizzati ed altri da compiere (che chiamano in causa anche i temi della sicurezza, come il progetto di riqualificazione della zona della stazione o il potenziamento dell’illuminazione in viale Bonaini con telecamere di videosorveglianza), siamo andati a sentire, intanto in alcuni quartieri, cosa pensano i cittadini pisani.
I nostri contatti nelle varie zone della città sono le “sentinelle” di Caffè Tirreno, la nostra iniziativa di ascolto e confronto con i residenti di tutti i quartieri.
Nei brevi resoconti di questa pagina è riportato il loro pensiero. Siamo partiti da una richiesta di valutazione di uno dei progetti realizzati, in corso di realizzazione o in programma, che fanno parte della mostra “Pisa at Work” (che andrà avanti fino al 28 gennaio), e inoltre abbiamo chiesto di indicare quella che rappresenta, a loro avviso, la principale esigenza del quartiere nel quale risiedono o lavorano.
Un altro tratto comune delle risposte ricevute è che più i progetti sono stati condivisi con i cittadini, magari attraverso i loro comitati, e più è il consenso che gli amministratori ne ricavano è maggiore. Un caso emblematico è quello dei Passi. In altre situazioni si attende che gli impegni presi siano concretizzati per dare un giudizio definitivo. Invece, laddove le questioni della sicurezza hanno la prevalenza, le valutazioni sull’operato dell’amministrazione passano in secondo piano.
Francesco Loi
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mentre l’amministrazione comunale mette in mostra tra Logge di Banchi e Palazzo Gambacorti le opere realizzate nei due mandati della giunta Filippeschi, tra le quali interventi realizzati ed altri da compiere (che chiamano in causa anche i temi della sicurezza, come il progetto di riqualificazione della zona della stazione o il potenziamento dell’illuminazione in viale Bonaini con telecamere di videosorveglianza), siamo andati a sentire, intanto in alcuni quartieri, cosa pensano i cittadini pisani.
I nostri contatti nelle varie zone della città sono le “sentinelle” di Caffè Tirreno, la nostra iniziativa di ascolto e confronto con i residenti di tutti i quartieri.
Nei brevi resoconti di questa pagina è riportato il loro pensiero. Siamo partiti da una richiesta di valutazione di uno dei progetti realizzati, in corso di realizzazione o in programma, che fanno parte della mostra “Pisa at Work” (che andrà avanti fino al 28 gennaio), e inoltre abbiamo chiesto di indicare quella che rappresenta, a loro avviso, la principale esigenza del quartiere nel quale risiedono o lavorano.
Un altro tratto comune delle risposte ricevute è che più i progetti sono stati condivisi con i cittadini, magari attraverso i loro comitati, e più è il consenso che gli amministratori ne ricavano è maggiore. Un caso emblematico è quello dei Passi. In altre situazioni si attende che gli impegni presi siano concretizzati per dare un giudizio definitivo. Invece, laddove le questioni della sicurezza hanno la prevalenza, le valutazioni sull’operato dell’amministrazione passano in secondo piano.
Francesco Loi
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