Il Tirreno

Pisa

Rapina la Coop con il tatuaggio oscurato

Rapina la Coop con il tatuaggio oscurato

Ma lo stratagemma non è servito a evitare il riconoscimento del bandito finito sotto processo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Si era fasciato il braccio destro per non esporre un tatuaggio vistoso. Un elemento che poteva aiutare testimoni e investigatori a riconoscerlo. Lo stratagemma non è servito.

Accusato di aver rapinato la Coop di Pontedera il pomeriggio del 24 agosto 2012, Antonio Manzari, 42 anni, originario di Bari, ma residente nella città della Vespa, è stato rinviato a giudizio davanti al collegio giudicante (presidente Mirani, a latere Poggi e Frizilio), pm Paola Rizzo.

Dopo il colpo, che aveva fruttato circa 900 euro, era fuggito in bicicletta sempre con una calza sul volto con la quale era entrato nel supermercato.

I carabinieri del nucleo operativo acquisirono i filmati, sia interni che esterni, dando il via alle ricerche.

Manzari venne poi visto sempre dai militari in zona stazione qualche giorno dopo la rapina. Solo che appena capì che lo stavano cercando, Manzari fuggì lungo i binari. Altra fuga quando venne incrociato in centro nel corso della stessa giornata. Alla stazione di Cascina e poi a quella di Pisa gli investigatori lo fermarono per un controllo. E dopo il fotosegnalamento sottoposero le immagini del 42enne alle vittime della rapina. Lo riconobbero senza alcun dubbio.

Un addetto alla sicurezza lo incrociò anche una sera in piazza delle Vettovaglie. «Io e te ci conosciamo» gli disse tentando di avvicinarsi. La risposta fu l’ennesimo allontanamento a gambe levate dell’imputato che ieri era assente. I carabinieri chiamarono la moglie per capire che fine avesse fatto Manzari. «Non lo vedo da un mese, mi ha telefonato dicendomi di temere di essere arrestato» rispose la donna ai militari. Quando Manzari fu fermato un particolare colpì gli investigatori: aveva tutti i polpastrelli delle dita scarnificati. Un escamotage per evitare di lasciare impronte leggibili. Alla richiesta dove avesse messo i soldi chiarì agli inquirenti: «Ho speso tutto in droga e slot machine».

Nell’udienza di ieri oltre al luogotenente del nucleo operativo di Pontedera sono stati sentiti anche i dipendenti della Coop rapinata.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa