Il Tirreno

Pisa

«Liberi e Uguali in città non è solo Fontanelli»

«Liberi e Uguali in città non è solo Fontanelli»

Post critico di Ghezzani (Sinistra Italiana) dopo l’appello del segretario dei democratici Viale rivolto al deputato leader di Articolo Uno-Mdp

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PISA. Ma, a Pisa, Liberi e Uguali è di fatto Paolo Fontanelli e stop? Coincide in pratica con le mosse del leader di Mdp, ovvero uno dei pezzi di LeU? Dentro la nuova formazione, che comprende anche Sinistra Italiana e Possibile, qualcuno inizia a sospettarlo. «Trovo molto scorretto che Viale faccia un appello a Fontanelli in vista delle amministrative affinché Liberi e Uguali si allei con il Pd. E trovo sconcertante che si continui ad accettare questa ambiguità», ha scritto su Facebook Simonetta Ghezzani, consigliera comunale di Sinistra Italiana. Il riferimento è all’intervista di domenica al Tirreno in cui Giovanni Viale, segretario cittadino del Pd, in vista delle elezioni amministrative, si rivolge a Fontanelli chiedendogli in sostanza di accelerare sulle decisioni per un’eventuale convergenza.

«L’entrata in campo di Liberi e Uguali ha cambiato il quadro politico - scrive ancora Ghezzani - e ci costringe a ragionare non solo delle elezioni politiche se si ambisce a diventare un soggetto che supera quelli fino ad oggi in campo. La questione è delicatissima e seria e far finta che non esista è sbagliato. Però, caro Viale, LeU non coincide con l’onorevole Paolo Fontanelli». Tra le risposte quella di un altro consigliere comunale, Giovanni Garzella (Pisa è): «Non capisco perché qualcuno in politica non possa fare appelli. Il dialogo nell’interesse dei cittadini è sempre auspicato. Tra l’altro Fontanelli nella nostra città ha sempre rappresentato un uomo del dialogo, per cui vengano appelli come quello di Giovanni Viale. Se mi permetti - aggiunge - faccio anch’io un appello al dialogo tra tutte le forze in campo perché si faccia sintesi delle idee e si possa governare la città».

Tende la mano l’assessora Marilù Chiofalo: «Simonetta, consolidiamo - scrive - le cose che ci uniscono e troviamo un metodo per lavorare su quelle che ci dividono, tenendo conto del fatto che la maggioranza di queste ultime non sono princìpi, ma soluzioni particolari ai problemi a partire da principi condivisi. Consegnare la città e il Paese al leghifascismo razzista e misogino non può essere un’opzione da lasciare al correre degli eventi, è un rischio reale da abbattere con tutto l’impegno e la fatica che ciascuno di noi può, e che possiamo insieme. La fatica del dialogo non ci freni». La replica: «Il dialogo sempre. Ma non è detto si debba realizzare attraverso il governo comune. Poi chiaramente voterei contro le destre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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