Il Tirreno

Pisa

«Contro di me attacchi dall’interno»

di Pietro Barghigiani
«Contro di me attacchi dall’interno»

Caso “corvo”, dopo l’esposto il presidente del Consorzio Monaco pronto a farsi ascoltare dal magistrato

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PISA. «Sono convinto che l’attacco contro la gestione del Consorzio, che ormai dura da quattro anni, parte da persone all’interno dell’ente».

Si sente nel mirino, ma resta sereno, Marco Monaco, presidente del Consorzio di Bonifica del Basso Valdarno, bersaglio in quanto al vertice della struttura di un esposto anonimo in cui viene fatto passare il messaggio che l’organismo è sotto inchiesta per una gestione finanziaria fuori controllo, tra favoritismi e sprechi.

Documenti nei quali si attribuisce alla Procura l’apertura di un’indagine delegata alla Guardia di finanza su premi di produttività, assunzioni, spese correnti e gratifiche varie al personale della sede di via San Martino.

Un primo esposto è stato presentato per una serie di post pubblicati su un profilo Facebook molto attento e informato, anche con documenti riservati, alle vicende interne del Consorzio.

«Aspetto di avere notizie dalla polizia postale – afferma il presidente –. Talpe dentro il Consorzio? Posso avere dei sospetti, ma le prove me le dovrebbe dare la magistratura. Di sicuro sono convinto che contro di me ci sono persone all’interno del Consorzio che non hanno accettato il nuovo corso. Forse lo status quo era più redditizio».

L’altra denuncia contro ignoti è più recente e riguarda i documenti fatti arrivare ad alcuni consiglieri dell’assemblea consortile.

«Sono a disposizione della Procura e attendo di essere chiamato, sempre se riterranno di farlo – spiega Monaco –. Farò il punto con l’avvocato incaricato dall’ente per capire se la cosa va avanti».

Ieri mattina sul caso “corvo” da più parti sono arrivati sms e messaggi di solidarietà al presidente del Consorzio.

Attestati di stima utili a stemperare i veleni che ammorbano da tempo l’ente consortile a guida Monaco.

«Mi ha fatto piacere – riprende il presidente –. Ho sentito qualche sindaco. Oltre che dalla Procura attendo, però, di essere chiamato dalla parte politica. Ora più che mai ribadisco e ne sono sempre più convinto che non ci sono gli estremi del commissariamento. Se fanno quella delibera vado al Tar».

Monaco svela anche di essere stato contattato per chiedergli di farsi da parte. Il contesto è quello politico, area Pd.

«Non voglio fare nomi – prosegue –. Hanno mandato un intermediario per chiedermi di fare un passo indietro e non riesco a capire il perché. Non ho rubato, né ho qualcosa di cui pentirmi. Passi indietro non ne farò. Me lo ha chiesto la politica. Il tono era “se ti dimetti non arriva il commissario”. Questa è l’idea. Ricordo che qualcuno in assemblea mi disse “hai diviso il territorio e messo da una parte la Valdinievole. È una tua vittoria perché l’hai isolata, ma non ci sta bene”. Mi fanno la guerra da sempre, dall’epoca della lista dei sindaci capitanata da Daniele Bettarini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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