Il Tirreno

Pisa

«Una vera regia e Pisa può diventare la nuova Oxford»

di Carlo Venturini
«Una vera regia e Pisa può diventare la nuova Oxford»

Laforenza (Cnr): tutta la potenza di fuoco della nostra ricerca che fine fa? Grande opportunità per economia ed occupazione

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PISA. «L’attività di questa amministrazione ha contribuito a rafforzare l’ecosistema dei centri di sapere ed è stata molto apprezzata la vicinanza ai precari, dimostrata dal sindaco e dal consiglio comunale». Lo ha detto Domenico Laforenza, presidente del Cnr di Pisa e responsabile del Registro.it. Laforenza setaccia questi ultimi dieci anni, delineando i profili della città dei saperi, quelli della tradizione accademica e quelli che di necessità sono proiettati verso il futuro come l’Ict e la robotica. Al tempo stesso, esorta ad una unica cabina di regia che «coordini eventi di spessore scientifico con altri attrattivi di visitatori e coinvolgenti le sedi espositive pisane».

«Sono convinto che valga sempre più il refrain che da soli non si va più da nessuna parte - inizia Laforenza -. Per questo la firma dei protocolli o dei patti siglati da quasi tutti i centri di ricerca è un segno tangibile che vogliamo andare tutti nella stessa direzione e questo il sindaco lo ha ben capito e si è fatto promotore o attore di questi patti». Lafoenza si riferisce al patto “Pisa città della scienza” ed al protocollo d’intesa per “Origins Bridge”, quest’ultimo con la Scuola Normale a fare da regia. «Sono sempre più evidenti gli sforzi a rinsaldare l’ecosistema delle competenze e dei saperi cittadini soprattutto in campo scientifico - continua il presidente del Cnr - basti guardare alla Scuola Normale e al Sant’Anna che hanno sposato e firmato progetti congiunti di amplio respiro temporale». Ma per Laforenza c’è ancora molto da fare «nonostante questa amministrazione abbia funzionato da catalizzatore. Il coordinamento delle visioni e dei progetti futuri coinvolgenti più enti devono essere sistematici e non a spot. La città, i suoi attori principali devono parlarsi con metodo evitando ad esempio sovrapposizioni inutili come il Festival internazionale della robotica troppo a ridosso dell’Internet Festival». Laforenza ipotizza lo scenario dei saperi scientifici a Pisa come fosse un palinsesto per l’intera città: «Le migliori menti cittadine si seggano ad un tavolo e, mantenendo le proprie specifiche vocazioni, stendano un calendario di eventi di grande spessore scientifico che inneschi eventi di amplio respiro culturale coinvolgenti istituzioni come Palazzo Blu».

L’intento di Laforenza è chiaro: usare la scienza come miccia per far “esplodere” un circuito virtuoso che porti eventi culturali di intrattenimento e di richiamo di visitatori. «Tutta la potenza di fuoco della nostra ricerca che fine fa? Ci deve essere un necessario e doveroso ritorno in termini economici e di elevazione sociale. Questo è possibile incrociando la ricchezza della ricerca con quella del territorio e con lo spirito imprenditoriale. Questa è la formula di Oxford che contribuisce per 6 miliardi di sterline sulla ricchezza dell’intera Inghilterra. E noi dobbiamo imparare da Oxford senza per questo perdere la nostra identità e Pisa ha una consolidatissima tradizione di cultura e ricerca scientifica». Quindi, la visione di Laforenza della città dei saperi parte dalla necessaria ottimizzazione delle risorse che può esserci solo se ci sarà un coordinamento sistematico e programmato degli attori protagonisti per non lasciare spazio ad insipienti forme di competitività. Al tempo stesso, affinché ci sia una positiva ricaduta in termini economici ed occupazionali nel settore della ricerca, «si dovrà puntare ad investire nelle nuove professioni prendendo atto che tra dieci anni alcune figure professionali non avranno più ragion d’essere. I cambiamenti vanno governati e non temuti». Gli incontri di Laforenza con questa amministrazione sono stati frequentissimi «in molti di noi ricordano con gratitudine la visita del sindaco e del consiglio comunale nella nostra area per portare la loro vicinanza ai precari. Un gesto che va oltre la cortesia istituzionale. È stato un gesto di grande umanità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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