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Pisa

Maria Chiara Carrozza: «Politica addio, torno al mondo della ricerca»

di Francesco Loi
Maria Chiara Carrozza: «Politica addio, torno al mondo della ricerca»

L’ex ministro annuncia la sua decisione: non si candiderà alle prossime elezioni

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PISA. Lascia la politica. Maria Chiara Carrozza non si ricandiderà nemmeno al Parlamento, anche se proprio l’altra sera la direzione provinciale del suo partito, il Pd, ha approvato un documento in cui chiede la conferma dei deputati uscenti. «È giunto il momento che torni ad occuparmi di ricerca», dice l’ex ministro ed ex rettore del Sant’Anna. Nessuna polemica nei confronti del partito, anzi solo parole di gratitudine. Ha annunciato la sua decisione al segretario provinciale dem, Massimiliano Sonetti. «Una scelta maturata da tempo, le mie idee le avevo già espresse a chi mi aveva consultato», dice riferendosi all’incontro con Ermete Realacci durante il suo incarico alla guida del comitato dei saggi Pd.

«Sento per me il bisogno di tornare alla ricerca - spiega Maria Chiara Carrozza -. Ho un’età e mi occupo di tematiche in cui l’aggiornamento è fondamentale e necessario per esprimersi ai livelli che mi piacciono. Ritengo giusto rientrare nel mio mondo».

Mercoledì prossimo è attesa dall’ultima votazione del mandato alla Camera. «Sono molto grata al Partito democratico per avermi dato questa opportunità - prosegue -. Un’esperienza durante la quale mi ha sempre sostenuto anche quando sono stata leader della minoranza. Non ho niente da recriminare. A maggior ragione alla luce del documento della direzione in cui si esprime apprezzamento per il mio lavoro. La mia gratitudine verso il partito ed i suoi militanti è assolutamente sincera, ho ricevuto più di quello che ho dato».

Maria Chiara Carrozza era stata indicata anche tra i papabili come candidato a sindaco in vista delle amministrative. «Anche di questo sono lusingata, ma non è questione di presunzione o altro. Ho fatto una scelta differente. È giusto che sia individuato un altro tipo di figura. Cercherò comunque di fare il bene della mia città anche nel mondo della ricerca».

Ma cosa pensa l’ex ministro della non semplice ricerca del candidato sindaco da parte del Pd? «Tutti dicono di guardare alla sostanza dei programmi, ma il profilo del candidato è decisivo, altroché. Soprattutto la credibilità della persona. La sua capacità di essere leader, perché questa è una caratteristica essenziale in politica. La faccia conta». Come trovare questo leader riconosciuto? «Non escludo il ricorso alle primarie, uno dei tratti caratterizzanti del Pd. Lo ritengo anche un modo per attirare le persone e renderle partecipi. Mi riferisco a primarie corrette, evidentemente, senza guerre interne».

Tante perplessità sull’eventuale scelta di un profilo civico: «Credo che funzioni fino ad un certo punto. Deve essere molto forte. Altrimenti meglio un politico già stimato per le esperienze maturate».

Federico Gelli o Andrea Serfogli? «La differenza è che il primo non mi sembra voglia candidarsi sindaco, il secondo sì. Volontà e disponibilità sono componenti essenziali. Muoversi controvoglia non va bene. Bisognerebbe capire una volta per tutte le intenzioni di Gelli, che certo sarebbe un ottimo candidato. Serfogli? Lo può fare, in questo caso però occorre capire se ha il sostegno della collegialità. L’importante ora è decidere. Allungare ancora i tempi rischia di logorare l’immagine del partito. Si dà l’impressione di una litigiosità che, vista invece dall’interno, non è reale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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