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«Bracciale non rubato ma regalo di relazione» Assolto senegalese
PISA. «Quel bracciale me lo aveva regalato lei per la nostra relazione. Mi aveva fatto anche altri doni».Si è difeso così un senegalese di 38 anni dall’accusa di furto con strappo dalla quale ieri...
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PISA. «Quel bracciale me lo aveva regalato lei per la nostra relazione. Mi aveva fatto anche altri doni».
Si è difeso così un senegalese di 38 anni dall’accusa di furto con strappo dalla quale ieri mattina è stato assolto dal giudice Paola Giovannelli (il pm onorario Giovanni Pepe aveva chiesto la condanna) per non aver commesso il fatto.
Assistito dall’avvocato Roberto Cavani, sostituito in aula dall’avvocato Beatrice Vestri, l’imputato, in cella per altra causa, ha spiegato il possesso del bracciale del valore di 200 euro che una pensionata di Pisa, di 72 anni, aveva denunciato come rubato dall’immigrato. Che i due si conoscessero la donna non lo ha negato.
Lui, venditore ambulante, veniva aiutato attraverso l’acquisto della sua merce esposta in piazza e dove capitava in giro in città. Piccoli favori per sostenere un extracomunitario che faceva faticare a mettere insieme il pranzo con la cena.
Un giorno, secondo la querela, mentre i due stanno parlando lui le prende il bracciale dal polso.
«Questo lo tengo io» dice alla donna che pensava quasi a uno scherzo.
Quando la pensionata reclama la restituzione del monile il senegalese non le risponde. Sparisce. In aula la sua versione dei fatti è che quel bracciale fosse stato un dono, uno dei tanti, della donna nell’ambito di una relazione sentimentale avviata da tempo.
La sentenza dice che di sicuro non ha strappato l’oggetto dal polso. Per sapere se il giudice ha dato credito alla relazione si dovranno attendere le motivazioni.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si è difeso così un senegalese di 38 anni dall’accusa di furto con strappo dalla quale ieri mattina è stato assolto dal giudice Paola Giovannelli (il pm onorario Giovanni Pepe aveva chiesto la condanna) per non aver commesso il fatto.
Assistito dall’avvocato Roberto Cavani, sostituito in aula dall’avvocato Beatrice Vestri, l’imputato, in cella per altra causa, ha spiegato il possesso del bracciale del valore di 200 euro che una pensionata di Pisa, di 72 anni, aveva denunciato come rubato dall’immigrato. Che i due si conoscessero la donna non lo ha negato.
Lui, venditore ambulante, veniva aiutato attraverso l’acquisto della sua merce esposta in piazza e dove capitava in giro in città. Piccoli favori per sostenere un extracomunitario che faceva faticare a mettere insieme il pranzo con la cena.
Un giorno, secondo la querela, mentre i due stanno parlando lui le prende il bracciale dal polso.
«Questo lo tengo io» dice alla donna che pensava quasi a uno scherzo.
Quando la pensionata reclama la restituzione del monile il senegalese non le risponde. Sparisce. In aula la sua versione dei fatti è che quel bracciale fosse stato un dono, uno dei tanti, della donna nell’ambito di una relazione sentimentale avviata da tempo.
La sentenza dice che di sicuro non ha strappato l’oggetto dal polso. Per sapere se il giudice ha dato credito alla relazione si dovranno attendere le motivazioni.(p.b.)
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