Sicurezza
bedini (nap-Fratelli d’italia)
«Quel patentino antifascista è illegittimo e anticostituzionale»
PISA. Nel consiglio comunale di oggi sarà discusso un question time presentato dal consigliere Filippo Bedini (Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia-An) sul tema del cosiddetto “patentino antifascista”....
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PISA. Nel consiglio comunale di oggi sarà discusso un question time presentato dal consigliere Filippo Bedini (Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia-An) sul tema del cosiddetto “patentino antifascista”. La giunta comunale lo scorso dicembre ha deliberato una modifica al regolamento della Cosap, per cui per ottenere la concessione di suolo pubblico occorre sottoscrivere un documento con cui si autocertifica che si «ripudia il fascismo e il nazismo» e non si «manifesta né professa ideologie razziste, xenofobe, antisemite, omofobe e antidemocratiche».
Un’iniziativa, secondo Bedini, «che stravolge ogni principio liberale e democratico su un diritto sacro, il diritto di manifestazione del libero pensiero, sancito dalla Costituzione. Invece a Pisa, come in pochi altri sfortunati Comuni, la polizia politica locale, nelle vesti di una giunta comunale, pretende il patentino di “bontà” con l’arrogante presunzione di sostituirsi alla Costituzione e alle leggi vigenti in materia di apologia di reati. Si sfiora l’assurdo: se un cittadino vuol fare un banchetto per esporre le proprie piantine di peperoncino o un produttore per far assaggiare il proprio vino, perché dovrebbe affermare che quel peperoncino o quel vino sono antifascisti?».
Bedini parla di «provvedimento ideologico che non solo è anticostituzionale, ma anche, per come è stato fatto a Pisa, illegittimo dal punto di vista amministrativo. Abbiamo per questo chiesto al sindaco come sia stato possibile che a decidere su una materia di competenza del consiglio (in tutti gli altri comuni che hanno fatto analogo provvedimento si è passati da questa assise, come per esempio a San Giuliano o Firenze) sia stata la giunta, e contemporaneamente fatto appello ai cittadini pisani che non vogliono la dittatura del pensiero di chiedere concessioni a Sepi in questi giorni e farsi attestare ufficialmente il diniego, in modo che, qualora venga accertata l’illegittimità del “patentino”, possano poi tutelarsi come meglio riterranno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un’iniziativa, secondo Bedini, «che stravolge ogni principio liberale e democratico su un diritto sacro, il diritto di manifestazione del libero pensiero, sancito dalla Costituzione. Invece a Pisa, come in pochi altri sfortunati Comuni, la polizia politica locale, nelle vesti di una giunta comunale, pretende il patentino di “bontà” con l’arrogante presunzione di sostituirsi alla Costituzione e alle leggi vigenti in materia di apologia di reati. Si sfiora l’assurdo: se un cittadino vuol fare un banchetto per esporre le proprie piantine di peperoncino o un produttore per far assaggiare il proprio vino, perché dovrebbe affermare che quel peperoncino o quel vino sono antifascisti?».
Bedini parla di «provvedimento ideologico che non solo è anticostituzionale, ma anche, per come è stato fatto a Pisa, illegittimo dal punto di vista amministrativo. Abbiamo per questo chiesto al sindaco come sia stato possibile che a decidere su una materia di competenza del consiglio (in tutti gli altri comuni che hanno fatto analogo provvedimento si è passati da questa assise, come per esempio a San Giuliano o Firenze) sia stata la giunta, e contemporaneamente fatto appello ai cittadini pisani che non vogliono la dittatura del pensiero di chiedere concessioni a Sepi in questi giorni e farsi attestare ufficialmente il diniego, in modo che, qualora venga accertata l’illegittimità del “patentino”, possano poi tutelarsi come meglio riterranno».
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