Toscana
Le università di Pisa restano al top In arrivo fondi extra
di Danilo Renzullo
Sei dipartimenti premiati e inclusi fra i 180 migliori d’Italia Sono due ciascuno per l’Ateneo, il Sant’Anna e la Normale
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PISA. Matematica e informatica. Ingegneria industriale, ma anche scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche. A Pisa l’eccellenza universitaria cresce e viene premiata con risorse aggiuntive dal ministero dell’Istruzione. Oltre 1,3 miliardi stanziati con la legge di bilancio 2017 per il quinquennio 2018-2022 (circa 271 milioni di euro previsti annualmente), per «valorizzare l’eccellenza della ricerca con investimenti in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione anche in chiave di industria 4.0» che finanzieranno in parte il lavoro di 180 dipartimenti delle università italiane selezionate dall’Anvur sulla base delle 350 richieste di finanziamento arrivate all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.
Nel lungo elenco dei dipartimenti che sono risultati assegnatari del finanziamento, stilato sulla base della fattibilità dei progetti di ricerca presentati, della “coerenza dei progetti con le priorità del sistema nazionale e internazionale e delle ricadute attese”, Pisa spicca ai primi posti con sei dipartimenti. La proposta dell’università di Pisa è stata giudicata tra le migliori in Italia nell’area “Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche” con la classe di Civiltà e forme del sapere, e nell’area Ingegneria industriale e dell’informazione con la classe di Ingegneria dell'informazione. La Scuola Normale superiore è invece “dipartimento di eccellenza” per le aree di Scienze matematiche e informatiche, con la classe di Scienze matematiche e naturali, e per l’area di Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico artistiche, con la classe di scienze umane. La Scuola superiore Sant’Anna primeggia invece nell’area di Ingegneria industriale e dell’informazione con la classe di Scienze sperimentali e applicate e nell’area di Scienze economiche e statistiche con la classe di Scienze sociali.
L’Anvur ha accolto favorevolmente tutte le proposte presentate dalla federazione delle scuole universitarie superiori Normale, Sant’Anna e Iuss di Pavia. «Questi risultati – commentano Vincenzo Barone e Pierdomenico Perata, rispettivamente direttore della Scuola Normale e rettore della Scuola Sant’Anna – sono l’ennesima conferma dell’elevata competitività del nostro modello di scuole universitarie superiori. Tutte le cinque strutture dipartimentali che hanno partecipato al bando sono state premiate ottenendo la prima posizione assoluta o risultando tra le prime. Il successo in questo bando dà nuova energia per la federazione che muove i primi passi raccogliendo la tradizione delle scuole universitarie superiori. Con i fondi aggiuntivi potremo valorizzare il ruolo dei nostri docenti e dei nostri ricercatori, reclutando giovani ricercatori e con ulteriori benefici per i nostri allievi e, in prospettiva, per l’Italia – concludono Barone e Perata -: formazione e ricerca sono asset strategici che adesso trovano un ulteriore e importante sostegno finanziario». «Otteniamo risultati diversi e apparentemente contraddittori – aggiunge il rettore dell’università di Pisa, Paolo Mancarella – e non posso che compiacermi per gli esiti europei, felicitarmi con i due dipartimenti ma, per forma mentale, m’interessa partire dall’esito complessivo che è meno soddisfacente. Un risultato deludente, da stimolo per migliorare e continuare nella direzione che, già in questo primo anno, ci ha visti attivi nell’intento di elevare la qualità della ricerca il che, mi auguro, ci porterà presto a ottenere esiti migliori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel lungo elenco dei dipartimenti che sono risultati assegnatari del finanziamento, stilato sulla base della fattibilità dei progetti di ricerca presentati, della “coerenza dei progetti con le priorità del sistema nazionale e internazionale e delle ricadute attese”, Pisa spicca ai primi posti con sei dipartimenti. La proposta dell’università di Pisa è stata giudicata tra le migliori in Italia nell’area “Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche” con la classe di Civiltà e forme del sapere, e nell’area Ingegneria industriale e dell’informazione con la classe di Ingegneria dell'informazione. La Scuola Normale superiore è invece “dipartimento di eccellenza” per le aree di Scienze matematiche e informatiche, con la classe di Scienze matematiche e naturali, e per l’area di Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico artistiche, con la classe di scienze umane. La Scuola superiore Sant’Anna primeggia invece nell’area di Ingegneria industriale e dell’informazione con la classe di Scienze sperimentali e applicate e nell’area di Scienze economiche e statistiche con la classe di Scienze sociali.
L’Anvur ha accolto favorevolmente tutte le proposte presentate dalla federazione delle scuole universitarie superiori Normale, Sant’Anna e Iuss di Pavia. «Questi risultati – commentano Vincenzo Barone e Pierdomenico Perata, rispettivamente direttore della Scuola Normale e rettore della Scuola Sant’Anna – sono l’ennesima conferma dell’elevata competitività del nostro modello di scuole universitarie superiori. Tutte le cinque strutture dipartimentali che hanno partecipato al bando sono state premiate ottenendo la prima posizione assoluta o risultando tra le prime. Il successo in questo bando dà nuova energia per la federazione che muove i primi passi raccogliendo la tradizione delle scuole universitarie superiori. Con i fondi aggiuntivi potremo valorizzare il ruolo dei nostri docenti e dei nostri ricercatori, reclutando giovani ricercatori e con ulteriori benefici per i nostri allievi e, in prospettiva, per l’Italia – concludono Barone e Perata -: formazione e ricerca sono asset strategici che adesso trovano un ulteriore e importante sostegno finanziario». «Otteniamo risultati diversi e apparentemente contraddittori – aggiunge il rettore dell’università di Pisa, Paolo Mancarella – e non posso che compiacermi per gli esiti europei, felicitarmi con i due dipartimenti ma, per forma mentale, m’interessa partire dall’esito complessivo che è meno soddisfacente. Un risultato deludente, da stimolo per migliorare e continuare nella direzione che, già in questo primo anno, ci ha visti attivi nell’intento di elevare la qualità della ricerca il che, mi auguro, ci porterà presto a ottenere esiti migliori».
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