Il Tirreno

Pisa

urbanistica

Firmata la vendita della caserma Artale e dell’ex distretto

Uno degli edifici della caserma Artale
◗
Uno degli edifici della caserma Artale

Nuovo proprietario è il fondo di investimenti della Cassa Depositi e Prestiti: il prezzo è circa otto milioni

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Firmato l’atto di vendita. Dallo scorso 28 dicembre le due caserme dismesse, l’Artale di via Roma e la Curtatone e Montanara in San Martino, l’ex distretto militare, hanno una nuova proprietà. «Si passa dalle parole ai fatti e dopo tanti anni non era scontato: il fondo di investimenti della Cassa Depositi e Prestiti ha acquistato le due caserme del centro storico», annunciano con evidente soddisfazione il sindaco Marco Filippeschi e l’assessora all’urbanistica Ylenia Zambito, affiancati dal dirigente del settore Dario Franchini.

Arriva così alla concretizzazione l’accordo di programma firmato a fine novembre, nella Sala delle Baleari, alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

Il progetto di recupero prevede uno studentato all’Artale ed appartamenti di edilizia convenzionata per le fasce più deboli all’ex distretto militare. «Si tratta di due aree di notevole pregio dotate di ampi spazi aperti che saranno messi a disposizione dell’intera città: la vecchia piazza d’armi dell’Artale, che è la seconda più grande della città a due passi da piazza del Duomo, ed il parco dell’ex distretto, un polmone verde in pieno centro. Inoltre da questa operazione il Comune di Pisa riceverà il 15% del prezzo di vendita che potrà utilizzare per investimenti pubblici», spiega Ylenia Zambito.

Più in particolare la caserma Artale e la caserma Curtatone e Montanara sono passate dal Demanio al “Fondo investimenti per la valorizzazione-Comparto Extra”, fondo di investimenti pubblico gestito da Cdp Investimenti Sgr Spa che le ha acquistate. In totale si parla di circa 2 ettari in centro.

Il prezzo si aggira sugli otto milioni di euro, mentre il costo dell’operazione di recupero è stimato in almeno 35 milioni di euro.

Il precedente accordo, che includeva anche la caserma Bechi Luserna sull’Aurelia, e prevedeva la vendita e le realizzazione della nuova caserma ad Ospedaletto, non è mai stato finalizzato per le mutate condizioni del mercato e per le scelte compiute dal ministero della Difesa. Dal nuovo accordo è stata esclusa la Bechi Luserna perché la Difesa ha ritenuto opportuno mantenerla a sua disposizione, concentrando lì tutte le attività del Sesto Reggimento di Manovra. «Non abbandoniamo l’idea di avere anche la Bechi Luserna, ma di fronte all’allungamento dei tempi non potevamo tenere congelate anche le altre due situazioni», sottolinea Filippeschi.

Il prossimo passaggio sarà la presentazione al Comune, da parte della nuova proprietà delle caserme, dei piani di recupero. In caso di conformità alle previsioni urbanistiche, l’approvazione arriverà direttamente dalla giunta. «Si tratta - dice Zambito - dell’esempio più evidente delle strategie urbanistiche di questi due mandati all’insegna del riuso del patrimonio esistente». Per il sindaco la riconversione delle due caserme «sarà la condizione per attrarre nuovi abitanti nel centro cittadino. Gli studi dimostrano come negli ultimi dieci anni non solo non si è verificato uno svuotamento, ma il fenomeno opposto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa