Sicurezza
furto in via matteucci
Sfonda l’ingresso della tabaccheria: due anni di carcere
PISA. È stato condannato a due anni e due mesi di reclusione e rimarrà nel carcere Don Bosco, dove era stato rinchiuso subito dopo la convalida dell’arresto. Brusli Seferovic – 36 anni e di origini...
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PISA. È stato condannato a due anni e due mesi di reclusione e rimarrà nel carcere Don Bosco, dove era stato rinchiuso subito dopo la convalida dell’arresto. Brusli Seferovic – 36 anni e di origini bosniache – nella notte fra il 5 e il 6 dicembre scorsi, aiutandosi con un tombino, aveva sfondato la vetrina di una tabaccheria di via Matteucci, a Pisa, rubando circa 400 euro in monete. Con lui Zarco Seferovic, amico e non fratello nonostante porti lo stesso cognome.
La sentenza ieri nella seconda udienza del giudizio direttissimo, iniziato un mese fa con il patteggiamento di Zarco – 19 anni, nato a Nuoro e di origini rom – che dopo una settimana di cella è uscito concordando una pena di due anni e mezzo, sospesa perché il patteggiamento per richieste superiori a due anni è consentito per chi ha fra i 18 e i 21 anni. I due uomini – difesi dagli avvocati Sara Baldini e Ottavio Bonaccorsi – erano stati arrestati in flagranza di reato e con qualche postumo da pronto soccorso per i poliziotti, dopo un inseguimento scattato in seguito alla segnalazione di un passante.
Il testimone – in via Matteucci, vicino alla Mediaworld – verso la mezzanotte aveva sentito dei fortissimi colpi ai vetri. Erano i due amici che stavano distruggendo l’ingresso della tabaccheria, dalla quale sono scappati con la cassa su una Panda rubata in via di Cisanello. La telefonata del passante al 113 aveva consentito l’arrivo di una volante, pronta ad agganciare la Panda e inseguirla per un paio di chilometri.
Una corsa finita in via Canavari, con l’utilitaria schiantatasi contro un camion e i due fratelli feriti che tentavano di dileguarsi a piedi. Invano, perché quattro poliziotti – pur rimediando calci e pugni – li hanno fermati in via San Giovanni Bosco. La stessa del carcere, dove Brusli Seferovic dovrà scontare la sua pena. Che non gli è stata sospesa a causa dei precedenti penali. (s.t.)
La sentenza ieri nella seconda udienza del giudizio direttissimo, iniziato un mese fa con il patteggiamento di Zarco – 19 anni, nato a Nuoro e di origini rom – che dopo una settimana di cella è uscito concordando una pena di due anni e mezzo, sospesa perché il patteggiamento per richieste superiori a due anni è consentito per chi ha fra i 18 e i 21 anni. I due uomini – difesi dagli avvocati Sara Baldini e Ottavio Bonaccorsi – erano stati arrestati in flagranza di reato e con qualche postumo da pronto soccorso per i poliziotti, dopo un inseguimento scattato in seguito alla segnalazione di un passante.
Il testimone – in via Matteucci, vicino alla Mediaworld – verso la mezzanotte aveva sentito dei fortissimi colpi ai vetri. Erano i due amici che stavano distruggendo l’ingresso della tabaccheria, dalla quale sono scappati con la cassa su una Panda rubata in via di Cisanello. La telefonata del passante al 113 aveva consentito l’arrivo di una volante, pronta ad agganciare la Panda e inseguirla per un paio di chilometri.
Una corsa finita in via Canavari, con l’utilitaria schiantatasi contro un camion e i due fratelli feriti che tentavano di dileguarsi a piedi. Invano, perché quattro poliziotti – pur rimediando calci e pugni – li hanno fermati in via San Giovanni Bosco. La stessa del carcere, dove Brusli Seferovic dovrà scontare la sua pena. Che non gli è stata sospesa a causa dei precedenti penali. (s.t.)
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