Sicurezza
Ruba da Scarpamondo ma lo ferma un poliziotto
L’agente della penitenziaria era libero dal servizio ed è rimasto lievemente ferito Il ladro, 39 anni, in carcere: è stato inseguito dopo aver indossato le scarpe nuove
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PISA. È entrato in negozio con un paio di scarpe vecchie e trasandate. Peccato che, pochi minuti dopo, ne sia uscito calzandone un paio nuove di zecca, appena rubate. Le altre le aveva nascoste (insieme ai calzini usati) in una scatola fra gli scaffali di Scarpamondo, in via San Francesco. Un furto finito male quello tentato da un 39enne tunisino, fermato dopo un inseguimento da un poliziotto penitenziario, in quel momento libero dal servizio, e poi rinchiuso nel carcere di Don Bosco in attesa del processo che inizierà venerdì 19 gennaio.
Il fatto è avvenuto poco dopo le 18 di lunedì. Ad attirare l’attenzione dell’agente, in giro per compere, la commessa dell’attività che si è messa a urlare cercando di inseguire il 39enne di colore che, al suo passaggio, aveva fatto suonare il sistema di allarme antitaccheggio. L’agente si era reso subito conto che l’uomo aveva rubato un paio di scarpe, fuggendo senza pagarle.
Immediata la chiamata al 113. Appena ricevuta la telefonata, la sala operativa invia una volante sul posto mentre l’agente della Penitenziaria, a piedi, insegue il ladro raggiungendolo in via Morandi, dove dopo una breve colluttazione per l’attiva resistenza del ladro, il poliziotto riesce a bloccarlo. Nel frattempo giunge la volante della questura che – ricostruito l’episodio ed accertata la flagranza del reato di furto aggravato e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale – arresta lo straniero, un tunisino del 1979, clandestino in Italia, con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e violazione della legge sugli stupefacenti. Nel corso del controllo nei confronti dell’uomo, i poliziotti hanno accertato che stava calzando un paio di scarpe nuove, mentre tra gli scaffali in una scatola che originariamente custodiva il modello indossato dallo straniero, venivano rinvenuti gli indumenti precedenti.
L’agente della polizia penitenziaria ha riportato una lieve lesione al volto, colpito dall’extracomunitario nel tentativo di sottrarsi all’arresto.
Il pm di turno, Giovanni Porpora, ha disposto il processo per direttissima. Il giudice Beatrice Dani ha convalidato l’arresto e disposto la custodia in carcere per il tunisino assistito dall’avvocato Antonella Antonelli. Prossima udienza il 19 gennaio. (s.t.)
Il fatto è avvenuto poco dopo le 18 di lunedì. Ad attirare l’attenzione dell’agente, in giro per compere, la commessa dell’attività che si è messa a urlare cercando di inseguire il 39enne di colore che, al suo passaggio, aveva fatto suonare il sistema di allarme antitaccheggio. L’agente si era reso subito conto che l’uomo aveva rubato un paio di scarpe, fuggendo senza pagarle.
Immediata la chiamata al 113. Appena ricevuta la telefonata, la sala operativa invia una volante sul posto mentre l’agente della Penitenziaria, a piedi, insegue il ladro raggiungendolo in via Morandi, dove dopo una breve colluttazione per l’attiva resistenza del ladro, il poliziotto riesce a bloccarlo. Nel frattempo giunge la volante della questura che – ricostruito l’episodio ed accertata la flagranza del reato di furto aggravato e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale – arresta lo straniero, un tunisino del 1979, clandestino in Italia, con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e violazione della legge sugli stupefacenti. Nel corso del controllo nei confronti dell’uomo, i poliziotti hanno accertato che stava calzando un paio di scarpe nuove, mentre tra gli scaffali in una scatola che originariamente custodiva il modello indossato dallo straniero, venivano rinvenuti gli indumenti precedenti.
L’agente della polizia penitenziaria ha riportato una lieve lesione al volto, colpito dall’extracomunitario nel tentativo di sottrarsi all’arresto.
Il pm di turno, Giovanni Porpora, ha disposto il processo per direttissima. Il giudice Beatrice Dani ha convalidato l’arresto e disposto la custodia in carcere per il tunisino assistito dall’avvocato Antonella Antonelli. Prossima udienza il 19 gennaio. (s.t.)
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