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Misurare il cloro in un cervello vivo: la scoperta del Cnr

Misurare il cloro in un cervello vivo: la scoperta del Cnr

PISA. La neurobiologia lo inseguiva da tempo: scoperto a Pisa un metodo non invasivo per misurare il cloro nelle cellule cerebrali nei pazienti vivi, qualcosa di fondamentale visto che i deficit...

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PISA. La neurobiologia lo inseguiva da tempo: scoperto a Pisa un metodo non invasivo per misurare il cloro nelle cellule cerebrali nei pazienti vivi, qualcosa di fondamentale visto che i deficit cognitivi e malattie come l’epilessia e l’autismo sono potenzialmente legati a difetti nella regolazione del cloro. A realizzare il nuovo sensore strumentale, capace di misurare il valore del cloro nelle cellule nervose di un cervello vivente, l’istituto Nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Nano-Cnr) e la Scuola Normale Superiore, in collaborazione con l’stituto italiano di tecnologia e l’università di Trento. Lo studio è stato realizzato con un finanziamento Telethon e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).

«La concentrazione del cloro intracellulare è un regolatore cruciale dell’equilibrio tra neuroni eccitatori, che aumentano l’attività cerebrale e neuroni inibitori, che la riducono. L’equilibrio tra le due componenti è fondamentale per il corretto funzionamento del cervello», spiega Gian Michele Ratto di Nano-Cnr. «Quando il livello di cloro è troppo alto i meccanismi di inibizione funzionano in misura ridotta e il cervello entra in stato patologico. Studi recenti suggeriscono che una regolazione difettosa del cloro giochi un ruolo nell'insorgenza di patologie complesse, come epilessia, sindrome di Down e autismo».

È stato così raggiunto un obiettivo che la comunità inseguiva da più di 20 anni. «Il metodo combina la fluorescenza di due proteine, usate come “marcatori luminosi” del cloro con la microscopia a due fotoni in vivo, una tecnica di cui il team di Nano-Cnr è pioniere in Italia. Il risultato è una mappa della concentrazione di cloro in un cervello vivente che permette di distinguere condizioni fisiologiche e patologiche», conclude Ratto.

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