La manifestazione
Fumata nera sui Cantieri di Pisa
Nessuna certezza sulla ripresa del lavoro dall’incontro tra sindacati e curatori fallimentari
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PISA. Si è concluso con un nulla di fatto il primo incontro tra i sindacati e i curatori fallimentari della Mondomarine, l’azienda proprietaria dei Cantieri di Pisa dichiarata fallita dal Tribunale di Savona, che si è svolto ieri nella sede della Confindustria del capoluogo ligure.
Un incontro interlocutorio che ha contribuito a chiarire gli eventuali percorsi che potranno essere messi in campo per salvare lo storico marchio della nautica pisana e i suoi circa trenta operai. I curatori fallimentari (i commercialisti Maurizio Ferro, Alberto Marchese e Stefano Pasquali) nominati dal giudice del Tribunale di Savona Cristina Tabacchi hanno ribadito i possibili scenari per lo stabilimento della Darsena: licenziamento collettivo e gara per la vendita del marchio o il temporaneo affitto di ramo d’azienda in vista della procedura di vendita. Procedimento, quest’ultimo, già adottato per l’altro ramo d’azienda di Mondomarine, gli ex Cantieri Campanella di Savona, ceduti temporaneamente prima del fallimento. Per evitare il licenziamento di tutta la forza lavoro impiegata a Pisa, i curatori potrebbero decidere di assegnare la gestione in via provvisoria al gruppo internazionale Tquest Holding wll, che lo scorso mese si è fatto avanti con una proposta di acquisto di vari milioni di euro, in vista della gara che potrebbe essere bandita nei prossimi mesi. Per discutere dell’eventuale affitto di ramo d’azienda, venerdì i curatori fallimentari incontreranno a Pisa i rappresentanti italiani del gruppo già attivo nel settore della nautica. (d.r.)
Un incontro interlocutorio che ha contribuito a chiarire gli eventuali percorsi che potranno essere messi in campo per salvare lo storico marchio della nautica pisana e i suoi circa trenta operai. I curatori fallimentari (i commercialisti Maurizio Ferro, Alberto Marchese e Stefano Pasquali) nominati dal giudice del Tribunale di Savona Cristina Tabacchi hanno ribadito i possibili scenari per lo stabilimento della Darsena: licenziamento collettivo e gara per la vendita del marchio o il temporaneo affitto di ramo d’azienda in vista della procedura di vendita. Procedimento, quest’ultimo, già adottato per l’altro ramo d’azienda di Mondomarine, gli ex Cantieri Campanella di Savona, ceduti temporaneamente prima del fallimento. Per evitare il licenziamento di tutta la forza lavoro impiegata a Pisa, i curatori potrebbero decidere di assegnare la gestione in via provvisoria al gruppo internazionale Tquest Holding wll, che lo scorso mese si è fatto avanti con una proposta di acquisto di vari milioni di euro, in vista della gara che potrebbe essere bandita nei prossimi mesi. Per discutere dell’eventuale affitto di ramo d’azienda, venerdì i curatori fallimentari incontreranno a Pisa i rappresentanti italiani del gruppo già attivo nel settore della nautica. (d.r.)
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