La manifestazione
Picco influenzale Assunti a tempo 14 infermieri e oss
di Danilo Renzullo
È una delle misure messe in atto dall’Aoup per far fronte al boom di accessi a Cisanello
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Assunzioni a tempo determinato e posti letto aggiuntivi. Resterà in vigore almeno fino al prossimo 28 febbraio la manovra attuata dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) per far fronte alla “gestione dell’iperafflusso” al pronto soccorso dovuto al picco influenzale.
Nel pronto soccorso di Cisanello faranno il loro ingresso 10 nuovi infermieri e 4 operatori socio sanitari. Personale aggiuntivo da affiancare a quello stabile con l’obiettivo di alleggerire le code e diminuire i tempi di attesa dei pazienti in un periodo che sta andando incontro ad un record di accessi, affiancato da un mini riorganizzazione dei posti letto che dovrebbe assicurare maggiore disponibilità. La manovra prende spunto da una delibera della Regione Toscana che ha imposto alle varie aziende sanitarie di prevedere un rafforzamento del personale nei pronto soccorso durante il picco influenzale (dallo scorso 20 dicembre alla fine di febbraio). Il progetto dovrebbe scattare quando l’attesa di un posto letto in pronto soccorso supera le 16 ore per alcuni giorni consecutivi. In questo caso il piano prevede di utilizzare il personale (medici, infermieri, tecnici e operatori socio sanitari) già in forza all’azienda sanitaria che si rende disponibile a coprire l’emergenza (con una retribuzione migliore rispetto allo straordinario previsto dal contratto collettivo nazionale) o, all’occorrenza, far ricorso alle agenzie interinali per incrementare la disponibilità di personale infermieristico e di operatori socio sanitari.
A quella dell’emergenza, l’Aoup ha preferito percorrere la strada della “stabilità”. O meglio, rispetto ad altre aziende ha scelto di attivare il progetto per tutta la durata della fase emergenziale, invece di concretizzarlo solo in caso di bisogno, con l’assunzione per un breve periodo di 10 infermieri e di 4 operatori socio sanitari da impiegare per 36 ore settimanali (due coppie dal lunedì al venerdì, una il sabato e una la domenica). L’aggiunta di personale ha permesso anche di ridisegnare la disponibilità di posti letto, aumentata di almeno dieci unità. I sei posti adibiti alle dimissioni sono inoltre stati trasformati in letti di degenza e i dodici riservati all’osservazione breve sono passati da un’apertura da 12 a 24 ore.
In vista di ulteriori accessi, l’Aoup ha inoltre deciso di prorogare lo stop ai ricoveri programmati. I reparti interessati sono diabetologia, cardiologia 1, neurologia, nefrologia, pneumologia, gastroenterologia e gastroenterologia e malattie del ricambio.
«Tra le varie soluzioni per far fronte al massiccio afflusso di pazienti nei pronto soccorso nel periodo di picco influenzale, la più sensata è sicuramente quella praticata dall’Aoup - commenta la Fp-Cgil di Pisa -, anche perché garantisce più continuità ed è meno stressante per il personale interno che è già oberato di lavoro con continue richieste di prestazioni straordinarie. Questi progetti possono dare però delle risposte tampone, ma non possono essere soluzioni definitive - prosegue il sindacato - è evidente che i posti letto in Toscana non sono sufficienti e che i pronto soccorso sono costantemente sotto pressione anche per mancanza di risposte territoriali adeguate. Serve un ripensamento serio delle politiche sanitarie, investendo di più e meglio sui servizi territoriali come la sanità di iniziativa e le case della salute (che a Pisa ancora manca) - conclude la Fp-Cgil - queste possono rappresentare l’unico argine ai continui ricoveri delle patologie croniche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel pronto soccorso di Cisanello faranno il loro ingresso 10 nuovi infermieri e 4 operatori socio sanitari. Personale aggiuntivo da affiancare a quello stabile con l’obiettivo di alleggerire le code e diminuire i tempi di attesa dei pazienti in un periodo che sta andando incontro ad un record di accessi, affiancato da un mini riorganizzazione dei posti letto che dovrebbe assicurare maggiore disponibilità. La manovra prende spunto da una delibera della Regione Toscana che ha imposto alle varie aziende sanitarie di prevedere un rafforzamento del personale nei pronto soccorso durante il picco influenzale (dallo scorso 20 dicembre alla fine di febbraio). Il progetto dovrebbe scattare quando l’attesa di un posto letto in pronto soccorso supera le 16 ore per alcuni giorni consecutivi. In questo caso il piano prevede di utilizzare il personale (medici, infermieri, tecnici e operatori socio sanitari) già in forza all’azienda sanitaria che si rende disponibile a coprire l’emergenza (con una retribuzione migliore rispetto allo straordinario previsto dal contratto collettivo nazionale) o, all’occorrenza, far ricorso alle agenzie interinali per incrementare la disponibilità di personale infermieristico e di operatori socio sanitari.
A quella dell’emergenza, l’Aoup ha preferito percorrere la strada della “stabilità”. O meglio, rispetto ad altre aziende ha scelto di attivare il progetto per tutta la durata della fase emergenziale, invece di concretizzarlo solo in caso di bisogno, con l’assunzione per un breve periodo di 10 infermieri e di 4 operatori socio sanitari da impiegare per 36 ore settimanali (due coppie dal lunedì al venerdì, una il sabato e una la domenica). L’aggiunta di personale ha permesso anche di ridisegnare la disponibilità di posti letto, aumentata di almeno dieci unità. I sei posti adibiti alle dimissioni sono inoltre stati trasformati in letti di degenza e i dodici riservati all’osservazione breve sono passati da un’apertura da 12 a 24 ore.
In vista di ulteriori accessi, l’Aoup ha inoltre deciso di prorogare lo stop ai ricoveri programmati. I reparti interessati sono diabetologia, cardiologia 1, neurologia, nefrologia, pneumologia, gastroenterologia e gastroenterologia e malattie del ricambio.
«Tra le varie soluzioni per far fronte al massiccio afflusso di pazienti nei pronto soccorso nel periodo di picco influenzale, la più sensata è sicuramente quella praticata dall’Aoup - commenta la Fp-Cgil di Pisa -, anche perché garantisce più continuità ed è meno stressante per il personale interno che è già oberato di lavoro con continue richieste di prestazioni straordinarie. Questi progetti possono dare però delle risposte tampone, ma non possono essere soluzioni definitive - prosegue il sindacato - è evidente che i posti letto in Toscana non sono sufficienti e che i pronto soccorso sono costantemente sotto pressione anche per mancanza di risposte territoriali adeguate. Serve un ripensamento serio delle politiche sanitarie, investendo di più e meglio sui servizi territoriali come la sanità di iniziativa e le case della salute (che a Pisa ancora manca) - conclude la Fp-Cgil - queste possono rappresentare l’unico argine ai continui ricoveri delle patologie croniche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
