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Pisa

Piano anti-ungulati per ridurre il numero di daini e cinghiali

Piano anti-ungulati per ridurre il numero di daini e cinghiali

L’Ente Parco approva il programma per l’anno in corso e intanto dà il via libera a 70.000 euro di risarcimenti

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PISA. Risarcimenti, abbattimenti e prelievi. L’Ente Parco vara la “manovra” anti-ungulati per gestire la massiccia presenza di cinghiali e daini nel territorio del Parco regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli che nei mesi scorsi ha scatenato anche le proteste degli imprenditori agricoli che, a più riprese, hanno visto i loro raccolti distrutti dal passaggio dei branchi (oltre ai danni provocati alle strutture) con mesi di lavoro persi e mancati incassi per migliaia di euro.

Dopo oltre sei anni (l’ultima volta è stata nel 2011), l’Ente Parco ha ricominciato a pagare i danni provocati dagli ungulati nelle aree interne. «È di poche settimane fa il provvedimento con il quale abbiamo pagato 70.000 di euro di danni richiesti dagli agricoltori - spiega il presidente dell’Ente Giovanni Maffei Cardellini -. Lo stanziamento e l’erogazione delle risorse è stata possibile grazie all’importante lavoro di risanamento del bilancio del Parco: siamo rientrati nella normalità e cominciamo a comportarci in modo preciso. Peraltro il pagamento dei danni ai privati è anche un segnale di attenzione verso chi vive e lavora nel Parco».

Ai risarcimenti, l’Ente ha affiancato anche un piano operativo per ridurre e controllare la presenza di cinghiali e daini. Lo scorso mese è stato infatti approvato il “Programma dell’attività di gestione degli ungulati 2017/2018”, lo strumento per la gestione della popolazione di cinghiali e daini che prevede, entro la fine del 2018, una riduzione di oltre 3.000 daini e di circa 485 cinghiali. L’obiettivo è di limitare il «progressivo incremento numerico della fauna ungulata - si legge nel programma - che crea situazioni locali di conflitto, a volte difficilmente sostenibile da un punto di vista economico e sociale, legate al forte impatto che queste specie possono esercitare sull’ambiente e sulle attività antropiche» (in particolare danni alle colture e incidenti stradali) raggiungendo «densità ecocompatibili delle popolazioni di daino e cinghiale in tutte le aree del Parco» attraverso un piano quinquennale. Per realizzarlo, il territorio del Parco è stato suddiviso in otto sub-aree, separate da confini naturali ed artificiali.

Per la zona di Camp Darby, l’obiettivo da raggiungere entro l'anno è di prelevare circa 900 capi di daino e 50 di cinghiale. Le catture verranno effettuate da una ditta esterna che verrà selezionata dalla base statunitense (nell’area dell’installazione militare a stelle e strisce sono stati registrati i migliori risultati per i precedenti piani di gestione degli ungulati). Nel territorio della tenuta di San Rossore il piano prevede invece una “riduzione” di 1.600 daini (di cui il 65% attraverso abbattimenti ed il restante mediante cattura di animali vivi) e di 200 cinghiali (il 50% dei quali attraverso l’abbattimento). Nell’area intorno al Cisam si prevede la cattura di circa 300 daini, mentre almeno 40 saranno gli abbattimenti nella zona Sud del Parco dove si prevede anche la cattura di 40 cinghiali. A questi si aggiunge la cattura di 80 cinghiali e l’abbattimento di circa 200 daini nella zona Nord (Tenuta di Migliarino). Nell’area della bonifica di Vecchiano, il programma approvato dall’Ente Parco prevede il prelievo di almeno 70 cinghiali. Almeno 45 quelli che saranno invece catturati nella zona della macchia lucchese. Nessun intervento è previsto invece nell'area della Marina militare.

Per l’attuazione del piano sarà impiegato il personale dell’Ente Parco, ma anche quello di ditte esterne.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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