Il Tirreno

Pisa

Pedinano il collega "assenteista": danno di 34 euro

di Pietro Barghigiani
Pedinano il collega "assenteista": danno di 34 euro

Pisa: il dipendente della Provincia portava il figlio a scuola con l’auto di servizio. Caso in Tribunale. Punito con una sospensione di sei mesi, ha rischiato il licenziamento

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PISA. Pedinato per giorni. Da quando usciva di casa fino al posto di lavoro e nei giri commissionati dal datore di lavoro. Era con l’auto di servizio e in alcune occasioni la vettura si è fermata dove non avrebbe dovuto, né potuto. Uno smarrimento della diritta via che si è tradotto in una denuncia alla Procura e in parallelo, con un anticipo negli effetti disciplinari, in una sospensione dal servizio.

Uno schieramento di “detective” da spy story quello messo insieme per dare il via al procedimento sfociato poi anche nell’alveo penale. Un impiego di mezzi e uomini, con tanto di relazioni di servizio con il dettaglio degli spostamenti, per inchiodare quello che era, al momento di far partire i controlli, un presunto assenteista. Tutta un’impalcatura investigativa per contestare alla fine delle “indagini” un’indebita percezione dello stipendio. Quanto? Trentaquattro euro.

Obiettivo mobile dei pedinamenti è stato un dipendente della Provincia. Un addetto alle manutenzioni dei beni dell’ente che lavora a Volterra. L’accusa era di aver usato l’auto di servizio per portare (è successo alcune volte) il figlio a scuola o essersi fermato al bar per comprare un panino. Un mezzo che il dipendente andava a prendere nella sede. Quindi strisciava il badge. Poi tornava a casa sempre con l’auto della Provincia e dal computer prendeva nota dei lavori da svolgere in giornata. Una volta appreso cosa doveva fare, ripartiva per il turno di lavoro. E in quel frangente, in orario di servizio, lo hanno “pizzicato” dopo averlo seguito con il figlio in macchina o in sosta al bar.

Per quei 34 euro totale non solo ha rischiato il licenziamento, ma è stato a casa per sei mesi. Punito con una sospensione che ha rischiato di degenerare in licenziamento. Provvedimento evitato per un soffio. Quello che non è stato possibile sviare è stato il procedimento penale scaturito dalla denuncia del datore di lavoro, la Provincia di Pisa, dopo aver acquisito gli elementi che hanno portato allo stop per sei mesi del dipendente accusato di aver utilizzato l’auto dell’ente per usi personali.

Il tecnico vuole evitare il processo. Ha chiesto la messa alla prova al gip Pietro Murano con il parere favorevole del pm Sisto Restuccia. Se ci sarà il sì del giudice, il dipendente passerà alcuni mesi in un’associazione di volontariato prestando la sua opera gratuitamente. Il procedimento penale nel frattempo verrà sospeso e in caso di esito positivo del lavoro di pubblica utilità il reato sarà estinto. Ma il conto da pagare non riguarda soltanto quello con la giustizia. La Provincia non chiede solo i 34 euro come stipendio pagato nonostante il tecnico facesse altro durante l’orario di servizio.

Gli uffici di via Nenni vogliono anche i soldi spesi per “indagare” sul dipendente che ha usato alcune volte la macchina dell’ente per portare il figlio a scuola.
 

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