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«Meglio recuperare che costruire»

«Meglio recuperare che costruire»

Sorrente (Psi): perplessi sull’Origins Bridge, tanti contenitori vuoti in città da usare

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PISA. Interesse, ma grandi perplessità, suscita nel Partito Socialista la proposta del cosiddetto “Origins Bridge” o “Ponte delle Origini” presentata dalla Scuola Normale e dall’Anci che prevede la realizzazione di un ponte-edificio nella zona est della città, destinato a diventare un vero e proprio centro internazionale di ricerca e divulgazione scientifica “sospeso” sul fiume Arno.

«La prima fondamentale perplessità - si legge in una nota a firma di Roberto Sorrente, segretario del Psi Pisa - riguarda il rapporto con la normativa idraulica che vieta costruzioni diverse dagli attraversamenti in alveo fluviale. Le condizioni normative sono infatti assai cambiate dai tempi di Ponte Vecchio». Altre considerazioni di Sorrente: «Ci sembra che il senso vero della proposta, che non è il caso di chiamare progetto, sia in un’operazione di marketing, incentrata sulla stranezza dell’oggetto architettonico destinato solo residualmente a far transitare i pedoni (i ciclisti no?) da una sponda all’altra del fiume tra il viale delle Piagge e il lungarno Guadalongo nel quartiere La Cella. Ci chiediamo per prima cosa se l’operazione immagine ripagherebbe i maggiori costi necessari alla realizzazione del ponte, su cui verrebbero collocati i due edifici-laboratori». Un’ulteriore riflessione «afferisce al fatto che, senza un piano che riguardi lo sviluppo dei quartieri interessati, ogni opera importate debba essere contestualizzata in maniera che risulti anche un valore aggiunto per tutta la città».

Il Psi, «che - continua la nota - crede fortemente nello sviluppo della ricerca come vocazione primaria della città, crede altrettanto fermamente che sia necessario, per ragioni generali di natura economica ed urbanistica, procedere prioritariamente al recupero e riutilizzo dei troppi contenitori edilizi, alcuni dei quali di grande pregio architettonico, che da tempo giacciono inutilizzati e in via di degrado». Segue un elenco: complesso dei Trovatelli, ex convento di Santa Croce in Fossabanda, ex Distretto militare, ex Telecom, «per non parlare dello stesso ospedale di Santa Chiara, cui invece finora si è pensato solo in termini di valorizzazione immobiliare».

«Se ritenuto troppo impegnativo il recupero di contenitori storici - conclude Sorrente - suggeriamo la strada di riconvertire, d’intesa con il Comune, a funzioni di ricerca aree destinate a nuove residenze o insediamenti commerciali di cui non si avverte alcuna necessità, come la seconda Coop di Cisanello o anche di recuperare i tanti contenitori industriali dismessi che costellano la periferia urbana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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