Gioco
Travolto dal treno, dieci indagati
di Donatella Francesconi
La vittima stava attraversando i binari alla Bufalina. Nel mirino manager di Rfi e Fs, fascicoli aperti su altri 5 incidenti
3 MINUTI DI LETTURA
VECCHIANO. Trentasette persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Pisa relativamente a cinque incidenti mortali accaduti sulla linea ferroviaria Tirrenica, nel tratto tra Torre del Lago e Pisa, tra 2011 e 2016. Dieci nominativi sono quelli degli indagati per la morte di Mattia Musumeci, 27 anni, di Torre del Lago, che perse la vita sul territorio di Veccniano il 18 ottobre 2016. L’avviso di conclusione indagini non c’è ancora, segno che le indagini proseguono. La Procura di Pisa (pm Giancarlo Dominijanni) ha ricevuto il fascicolo - per competenza territoriale essendo Mattia morto alla Bufalina, dove è già comune di Vecchiano - dalla Procura di Lucca, pm Salvatore Giannino, uno dei sostituti Procuratori che hanno seguito indagini e processo per il disastro ferroviario del 29 giungo 2009 a Viareggio.
I nominativi al momento all’attenzione della Procura per il reato di omicidio corposo sono tutti dirigenti e manager di Rete ferroviaria italiana e di Ferrovie in Toscana e non. Alcuni di loro sono stati coinvolti anche nella vicenda della strage di Viareggio.
I cinque incidenti presi in esame sono tra quelli messi in evidenza dalla relazione di indagine “Eventi incidentali occorsi dal primo gennaio 2014 al 31 marzo 2015, con esiti gravi o mortali, caratterizzati da investimento di persone principalmente in ambito di stazioni o relative pertinenze”, firmata dagli ingegneri Roberto Lucani e Marco Benedetti, per la commissione di indagine della Direzione per le investigazioni ferroviarie e marittime (Digifema) del ministero dei trasporti. Una relazione che si chiude con una serie di raccomandazioni anche per il tratto di ferrovia tra Torre del Lago e Pisa, attraversato impropriamente da decine di persone ogni giorno, anche in relazione ai fenomeni di spaccio e prostituzione che non trovano fine. Le raccomandazioni sono state trasformate in prescrizioni per Rfi dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf), oggi diretta da Amedeo Gargiulo. E così si è arrivati al lungo braccio di ferro, sostenuto dalla madre di Mattia, Franca Carnicci e degli amici del giovane che hanno dato vita ad un raccolta di firme, per ottenere quel muro lungo i binari come da prescrizioni Ansf. Muro che in un primo tempo Ferrovie hanno negato di voler costruire e che, invece, alla fine ha visto la luce. Un intervento che non ha ridotto il passaggio lungo i binari e da una parte all’altra della stazione di Torre del Lago, come documentato dalle immagini della scorsa estate sul sito del “Tirreno”, ma anche in numerosi servizi televisivi. Del coordinamento tra Prefetture di Lucca e Pisa per l’intervento delle forze di polizia lungo la linea e nella pineta circostante si sono perse da tempo le tracce e la realtà odierna è che altri incidenti potrebbero verificarsi in qualsiasi momento.
Il 20 novembre 2011, a Migliarino, vengono travolti dal regionale La Spezia-Pisa (alle 21,20) un cittadino tunisino ed una italiana di 45 anni, pisana. Lei muore, lui si salva perdendo, però, le gambe. Il 23 novembre 2014, tra Pisa San Rossore e Torre del Lago, alle 17,15, il regionale 23366 travolge ed uccide un uomo di Lucca, 48 anni. Il 7 febbraio dello stesso anno, l’Intercity 35558 diretto a Milano, alle 5,30 travolge un uomo che sta scappando da una tentata rapina da parte di una transessuale. Infine, il 20 marzo 2015 il treno merci 50377, all’una e dieci di notte, tra Pisa e Torre del Lago, uccide un clochard polacco, 50 anni. E questi sono solo gli incidenti mortali.
I nominativi al momento all’attenzione della Procura per il reato di omicidio corposo sono tutti dirigenti e manager di Rete ferroviaria italiana e di Ferrovie in Toscana e non. Alcuni di loro sono stati coinvolti anche nella vicenda della strage di Viareggio.
I cinque incidenti presi in esame sono tra quelli messi in evidenza dalla relazione di indagine “Eventi incidentali occorsi dal primo gennaio 2014 al 31 marzo 2015, con esiti gravi o mortali, caratterizzati da investimento di persone principalmente in ambito di stazioni o relative pertinenze”, firmata dagli ingegneri Roberto Lucani e Marco Benedetti, per la commissione di indagine della Direzione per le investigazioni ferroviarie e marittime (Digifema) del ministero dei trasporti. Una relazione che si chiude con una serie di raccomandazioni anche per il tratto di ferrovia tra Torre del Lago e Pisa, attraversato impropriamente da decine di persone ogni giorno, anche in relazione ai fenomeni di spaccio e prostituzione che non trovano fine. Le raccomandazioni sono state trasformate in prescrizioni per Rfi dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf), oggi diretta da Amedeo Gargiulo. E così si è arrivati al lungo braccio di ferro, sostenuto dalla madre di Mattia, Franca Carnicci e degli amici del giovane che hanno dato vita ad un raccolta di firme, per ottenere quel muro lungo i binari come da prescrizioni Ansf. Muro che in un primo tempo Ferrovie hanno negato di voler costruire e che, invece, alla fine ha visto la luce. Un intervento che non ha ridotto il passaggio lungo i binari e da una parte all’altra della stazione di Torre del Lago, come documentato dalle immagini della scorsa estate sul sito del “Tirreno”, ma anche in numerosi servizi televisivi. Del coordinamento tra Prefetture di Lucca e Pisa per l’intervento delle forze di polizia lungo la linea e nella pineta circostante si sono perse da tempo le tracce e la realtà odierna è che altri incidenti potrebbero verificarsi in qualsiasi momento.
Il 20 novembre 2011, a Migliarino, vengono travolti dal regionale La Spezia-Pisa (alle 21,20) un cittadino tunisino ed una italiana di 45 anni, pisana. Lei muore, lui si salva perdendo, però, le gambe. Il 23 novembre 2014, tra Pisa San Rossore e Torre del Lago, alle 17,15, il regionale 23366 travolge ed uccide un uomo di Lucca, 48 anni. Il 7 febbraio dello stesso anno, l’Intercity 35558 diretto a Milano, alle 5,30 travolge un uomo che sta scappando da una tentata rapina da parte di una transessuale. Infine, il 20 marzo 2015 il treno merci 50377, all’una e dieci di notte, tra Pisa e Torre del Lago, uccide un clochard polacco, 50 anni. E questi sono solo gli incidenti mortali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
