Attenzione
ZONA STAZIONE
L’ordinanza anti-degrado resta valida
Il sindaco rassicura dopo il no della Cassazione al sequestro di birre
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PISA. La sentenza della Cassazione che conferma il dissequestro di 447 bottiglie di birre non incide sull’ordinanza anti-degrado nella zona stazione che rimane valida.
Lo sostiene il sindaco Marco Filippeschi in una nota in un cui aggiunge: «In assenza della legge Minniti, allora (settembre 2016, ndr) si puntava sui sequestri di materiali come deterrente, perché non abbiamo lasciato nulla d'intentato e siamo stati sostenuti dalla Procura della Repubblica che ha ritenuto di convalidare i sequestri, motivatamente. Per una migliore analisi della sentenza bisognerebbe leggere il testo integrale» . Oggi non più in vigore quell’ordinanza sul divieto di refrigerazione degli alcolici. «Comunque, in presenza della legge Minniti – riprende il sindaco – che rispetto ad allora ha esteso positivamente la capacità di intervento delle ordinanze sindacali - venendo incontro ad una richiesta annosa delle città -, si può utilizzare la norma per cui, in caso di reiterata inosservanza delle stesse ordinanze, il questore può disporre la chiusura per 15 giorni dell'esercizio. In ogni caso: l'ordinanza cui fa riferimento la Cassazione è stata emanata per ragioni di sicurezza; prevedeva la sanzione penale ex 650 cp e conseguentemente il sequestro; l'ordinanza in vigore è stata emanata per ragioni di decoro urbano; prevede non la sanzione penale ma la sanzione amministrativa di 100 euro e in caso di inosservanza reiterata può comportare la sospensione delle attività per 15 giorni. Dall'applicazione della mia nuova ordinanza valida per la zona della stazione pertanto non discende alcuna responsabilità penale (che è il punto impugnato nell'ordinanza del 2016) ma si applicano solo sanzioni amministrative. Continueremo a contrastare ogni pratica che crea danno e disagio alle persone e alla comunità».
Lo sostiene il sindaco Marco Filippeschi in una nota in un cui aggiunge: «In assenza della legge Minniti, allora (settembre 2016, ndr) si puntava sui sequestri di materiali come deterrente, perché non abbiamo lasciato nulla d'intentato e siamo stati sostenuti dalla Procura della Repubblica che ha ritenuto di convalidare i sequestri, motivatamente. Per una migliore analisi della sentenza bisognerebbe leggere il testo integrale» . Oggi non più in vigore quell’ordinanza sul divieto di refrigerazione degli alcolici. «Comunque, in presenza della legge Minniti – riprende il sindaco – che rispetto ad allora ha esteso positivamente la capacità di intervento delle ordinanze sindacali - venendo incontro ad una richiesta annosa delle città -, si può utilizzare la norma per cui, in caso di reiterata inosservanza delle stesse ordinanze, il questore può disporre la chiusura per 15 giorni dell'esercizio. In ogni caso: l'ordinanza cui fa riferimento la Cassazione è stata emanata per ragioni di sicurezza; prevedeva la sanzione penale ex 650 cp e conseguentemente il sequestro; l'ordinanza in vigore è stata emanata per ragioni di decoro urbano; prevede non la sanzione penale ma la sanzione amministrativa di 100 euro e in caso di inosservanza reiterata può comportare la sospensione delle attività per 15 giorni. Dall'applicazione della mia nuova ordinanza valida per la zona della stazione pertanto non discende alcuna responsabilità penale (che è il punto impugnato nell'ordinanza del 2016) ma si applicano solo sanzioni amministrative. Continueremo a contrastare ogni pratica che crea danno e disagio alle persone e alla comunità».
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