Il Tirreno

Pisa

il disservizio

Pasti freddi e scadenti, l’ira dei vigili del fuoco

Pietro Barghigiani
Alcuni dei piatti serviti ai vigili del fuoco
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Alcuni dei piatti serviti ai vigili del fuoco

La protesta del sindacato Usb: «Ecco i risultati di una fornitura assegnata con un grande ribasso»

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PISA. C’era il secondo, ma in tanti non avevano il contorno. Il primo non mancava. Solo che era freddo. Le posate? Non per tutti. E l’acqua sembrava razionata. Per i vigili del fuoco il 2018 è iniziato con un servizio da cartellino rosso. Quello della mensa. Colpa o causa, a seconda delle sfumature, del cambio di appalto, assegnato per Toscana, Umbria e Marche alla Ri.Ca. Srl di Somma Vesuviana che, sostengono le sigle sindacali, non è ancora entrata a regime come il contratto le imporrebbe. È una società di catering che si è aggiudicata la fornitura milionaria bandita dal ministero dell’Interno con un sostanzioso ribasso, almeno del 30 per cento. A Pisa sono stati una trentina i vigili, tra la caserma centrale e il distaccamento al Galilei, a ritrovarsi sul tavolo piatti scadenti. Nelle sedi di Cascina, Castelfranco di Sotto e Saline di Volterra la mensa è “autogestita” e i piatti esterni non entrano. Un’autarchia che ha evitato il disservizio subìto dai colleghi pisani. Una situazione che ha spinto le organizzazioni sindacali a proclamare uno stato di agitazione. In alcune sedi toscane, ma non a Pisa, i comandi hanno autorizzato i vigili a mangiare al bar o al ristorante. Le spese verranno addebitate alla ditta di catering che ha iniziato l’anno con più di un inciampo. Claudio Mariotti è il delegato Usb provinciale dei vigili del fuoco. «Oggi (ieri,ndr) ad esempio è mancata la frutta - denuncia il sindacalista –. Ieri l’acqua scarseggiava e anche le posate non c’erano per tutti. Non solo. I pasti sono arrivati freddi e di una qualità davvero scadente. Abbiamo controllato i precedenti rapporti di fornitura della società che ha vinto l’appalto e non mancano le lamentele. Il bando è stato impostato male, con un ribasso eccessivo e queste sono le conseguenze». Nelle sedi sono stati inviati domenica pasti precotti che sarebbero dovuti essere consumati per il pranzo e la cena del primo gennaio. «Pasti precotti però che non rispettavano la normativa contrattuale, né tantomeno le basilari norme igenico sanitarie, infatti non indicavano data di confezionamento e scadenza, le modalità di conservazione e rigenerazione, gli allergeni, insomma una tragedia – ribatte l’ Usb –. Come organizzazione sindacale denunciamo ancora una volta la situazione drammatica che stanno vivendo i vigili del fuoco, vittime impotenti di appalti al ribasso, burocratizzazione del servizio di soccorso e perdita continua di diritti e dignità». La speranza è che nei prossimi giorni la ditta corregga il tiro. «Non pretendiamo di andare al ristorante, ma il turno dei vigili è di 12 ore e quando si mettono a tavola è offensivo trovare queste condizioni» conclude Mariotti.

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