Il Tirreno

Pisa

Un labirinto nella "nuova" piazza San Paolo a Ripa d'Arno

di Stefano Taglione
Il rendering del progetto di piazza San Paolo a Ripa d'Arno
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Il rendering del progetto di piazza San Paolo a Ripa d'Arno

Pisa: dal Comune il via alla gara per i lavori, mentre l'Arcidiocesi annuncia l'apertura il 29 giugno per la ricorrenza di San Pietro e Paolo

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PISA. La chiesa sarà pronta fra un mese, ma l’arcidiocesi di Pisa vorrebbe riaprirla più avanti. In un giorno speciale: il 29 giugno, nella ricorrenza di San Pietro e Paolo. È lo stesso periodo in cui partiranno i lavori per il restyling della piazza. Per la precisione il primo lotto, che prevede un labirinto rinascimentale dedicato ai più piccoli. La piazza San Paolo a Ripa d’Arno, dominata dal “vecchio duomo” della città, sarà a misura di bambino. Ed entro il 2019 diventerà un’area completamente rinnovata, riqualificata rispetto a com’è oggi. Il Comune ha già pronti i primi 573mila euro, parte di un investimento totale pari a un milione e 800mila. Ora si parte con la gara pubblica per dare in appalto il primo stralcio dei lavori.

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ENTRO MAGGIO I LAVORI

I soldi iniziali serviranno per ripiantare gli alberi abbattuti l’estate scorsa. Erano in pessime condizioni: da qui la decisione del Comune di tagliarli. Ma una parte dei finanziamenti verrà utilizzata dall’amministrazione anche per costruire il futuristico labirinto rinascimentale, dove potranno divertirsi tutti i bambini. L’avvio dei lavori è previsto entro la fine di maggio, con i cantieri che dovrebbero chiudersi entro Natale. Poi, negli anni successivi, l’asfalto attuale sarà sostituito dalle pietre arenarie che già abbelliscono piazza dei Cavalieri e Corso Italia, l’illuminazione rifatta e le aree verdi rinnovate. Sia di fronte alla chiesa, sia alle spalle, dove c’è la cappella di Sant’Agata.

IL LABIRINTO MAGICO

«Luoghi magici, per giocare, nascondersi e incontrarsi». Nel progetto è così che il Comune descrive il labirinto che entro la fine dell’anno abbellirà piazza San Paolo a Ripa d’Arno. «Sarà composto da siepi alte 70 centimetri – si legge nei documenti – sedute in cemento, pavimentazione in gomma colata ecologica antitrauma (la stessa dell’area ludica del Giardino Scotto) con i disegni a terra a comporre il tema del labirinto».

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PARLA L’AMMINISTRAZIONE

«Il primo lotto è già stato finanziato – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli – e realizzeremo una piazza di qualità, d’intesa con la Soprintendenza, visto che l’aspetto originario di San Paolo a Ripa d’Arno non verrà assolutamente snaturato». «I primi alberi sono stati ripiantati a novembre, ma ora proseguiremo a ultimare gli interventi inerenti il verde pubblico – aggiunte il vicesindaco Paolo Ghezzi, che ha la delega anche ai parchi – con l’idea di terminare tutta la piazza entro il 2019. Il secondo lotto dei lavori, che prevede la nuova pavimentazione in pietra arenaria, sarà il più impegnativo. Ce la metteremo tutta per restituire ai pisani una delle loro piazze più belle».

LA CHIESA RIAPRE IL 29 GIUGNO

Gli interventi strutturali sulla chiesa, dopo due anni, sono quasi al rush finale. Lo conferma l’arcidiocesi di Pisa. «Saranno completati entro il 7 febbraio – annuncia l’economo, don Francesco Barsotti – e ci stiamo occupando anche di altre questioni non incluse nel capitolato d’appalto, come il nuovo impianto elettrico. La nostra idea è quella di riaprire la struttura per San Pietro e Paolo, il 29 giugno: se nel frattempo non subentreranno altri lavori, per i quali stiamo cercando i finanziamenti, manterremo quest’impegno». La spesa, finora, è stata di due milioni di euro. «Dalla metà di gennaio – conferma il direttore dei lavori, l’ingegner Claudio Barandoni – inizieremo a smontare le impalcature. Grazie ai lavori è stata rinforzata la stabilità del “vecchio duomo”, allo scopo di scongiurare crolli anche in caso di eventi particolari, come i terremoti. Dal punto di vista strutturale la chiesa diventerà subito completamente accessibile». Gli interventi sono stati curati dall’impresa edile di Antonio Gaglio. Una volta terminati, l’arcidiocesi dovrà solo occuparsi dei dettagli e di ricollocare all’interno gli arredi. Poi la chiesa sarà sempre aperta.

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