Il dolore
Resta in carcere il rapinatore della parafarmacia
In passato era già finito in cella per aver picchiato uno zio Ieri al Don Bosco ha “festeggiato” il suo compleanno
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PISA. “Festeggia” il compleanno in carcere, l’autore della rapina di sabato pomeriggio ai danni della titolare della parafarmacia di lungarno Pacinotti.
Miguel Laneri, 31 anni compiuti ieri al Don Bosco, è rimasto in cella dopo il processo per direttissima celebrato davanti al giudice Eugenia Mirani. Il giudice ha convalidato l’arresto della polizia e ha disposto a marzo l’udienza per il dibattimento o la discussione del rito alternativo. Nel frattempo il colombiano di nascita, ma italiano di adozione, resterà al Don Bosco. Nei suoi confronti il giudice ha stabilito la misura cautelare più restrittiva, quella del carcere. Non solo per come Laneri si è mosso con violenza e determinazione nei confronti della farmacista livornese Mariapaola Poli. A incidere c’erano soprattutto i precedenti del sudamericano che da anni vive a Leivi, un paesino nel comune di Chiavari.
Entrato senza armi nella parafarmacia, con un scusa sul costo delle siringhe, Laneri ha prima immobilizzato con la forza la dottoressa e poi ha preso parte dei soldi dalla cassa. Una breve colluttazione con la titolare che è riuscito a tenerlo fermo con l’aiuto di un passante, mentre un altro ha chiamato il 113. Il rapinatore è stato così consegnato agli agenti.
L’episodio di sabato è l’ultimo inciampo con la giustizia di Laneri. Nel suo curriculum c’è un arresto per aver colpito con un grosso bastone uno zio di 69 anni. In passato era già finito nei guai per detenzione di sostanze stupefacenti, rapina e un danneggiamento alla porta d’ingresso del Comune di Leivi. Allo zio aveva chiesto più volte il telefonino per chiamare i genitori. Al no del pensionato la reazione del nipote a colpi di bastone in casa dell’uomo. In trasferta a Pisa la rapina del colombiano che ieri ha compiuto gli anni al Don Bosco. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Miguel Laneri, 31 anni compiuti ieri al Don Bosco, è rimasto in cella dopo il processo per direttissima celebrato davanti al giudice Eugenia Mirani. Il giudice ha convalidato l’arresto della polizia e ha disposto a marzo l’udienza per il dibattimento o la discussione del rito alternativo. Nel frattempo il colombiano di nascita, ma italiano di adozione, resterà al Don Bosco. Nei suoi confronti il giudice ha stabilito la misura cautelare più restrittiva, quella del carcere. Non solo per come Laneri si è mosso con violenza e determinazione nei confronti della farmacista livornese Mariapaola Poli. A incidere c’erano soprattutto i precedenti del sudamericano che da anni vive a Leivi, un paesino nel comune di Chiavari.
Entrato senza armi nella parafarmacia, con un scusa sul costo delle siringhe, Laneri ha prima immobilizzato con la forza la dottoressa e poi ha preso parte dei soldi dalla cassa. Una breve colluttazione con la titolare che è riuscito a tenerlo fermo con l’aiuto di un passante, mentre un altro ha chiamato il 113. Il rapinatore è stato così consegnato agli agenti.
L’episodio di sabato è l’ultimo inciampo con la giustizia di Laneri. Nel suo curriculum c’è un arresto per aver colpito con un grosso bastone uno zio di 69 anni. In passato era già finito nei guai per detenzione di sostanze stupefacenti, rapina e un danneggiamento alla porta d’ingresso del Comune di Leivi. Allo zio aveva chiesto più volte il telefonino per chiamare i genitori. Al no del pensionato la reazione del nipote a colpi di bastone in casa dell’uomo. In trasferta a Pisa la rapina del colombiano che ieri ha compiuto gli anni al Don Bosco. (p.b.)
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