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Il presepio cresce e vuol oltrepassare quota seimila visite

Il presepio cresce e vuol oltrepassare quota seimila visite

A Nicosia una delle rappresentazioni più originali La nuova figura dell’anno è un suonatore di flauto 

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CALCI. È inserito nel circuito regionale dei presepi e sta ottenendo, ogni anno di più, apprezzamento a tutti i livelli. “Il Presepio che cresce” di Nicosia è senza dubbio una rappresentazione tra le più originali, non a caso richiama migliaia di visitatori. Lo scorso anno furono seimila e secondo le previsioni stavolta sarà battuto anche questo eccellente risultato. Il lavoro artigianale è il suo biglietto da visita, il tutto realizzato con materiali poveri, lavorati manualmente sotto la spinta di due sorelle calcesane, Bruna e Libera Lupetti, le quali hanno l’arte nel loro dna.

«Ne “Il Presepio che cresce” ogni anno si aggiunge un personaggio nuovo. Lodiamo il Signore con il suono dell’arpa e la cetra, i tamburelli e le danze». Ecco la figura nuova, un musicista, un suonatore di flauto, che arricchisce la creazione. La musica vuol essere il desiderio di armonia, di bellezza. Il personaggio dell’anno è proprio questo, e si aggiunge alla figura 2016, il tintore, che può significare un invito affinché ognuno possa dare alla propria vita il colore giusto, con la speranza di una comunità dove si armonizzano i diversi colori delle persone. Un capitolo a parte merita l’acqua, vista come bene prezioso. Ecco la donna che si reca al pozzo. “Chi beve di quest’acqua, avrà di nuovo sete, ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete”. L’acqua è menzionata nella vita come la prima “cosa” senza la quale non si può vivere. Simboli con profondi significati nelle diverse culture. Per il cristiano l’acqua del battesimo e poi quella del congedo dalla vita. Ecco la ricostruzione di un viaggio particolare. “Passando lungo il mare di Galilea, Gesù vede Simon Pietro e Andrea, suo fratello, gettare le reti in mare e dice loro: seguitemi, vi farò pescatori di uomini. E subito lasciate le reti, lo seguirono”.

Davvero estro e fantasia in questo presepio, i cui personaggi sono alti circa 6 centimetri, hanno le parti visibili in gesso modellato e dipinti pezzo per pezzo; sono poi rivestiti con abiti veri, realizzati ricercando tessuti adatti al luogo e all'epoca. Iniziato con soli tre personaggi, che però rappresentano il significato più profondo della natività, “Il Presepio che cresce” si è arricchito pian piano di due bambini e una bambina, dei Re Magi, dell’Angelo del Signore, della donna che va al pozzo, di due pastori in una capanna con il loro gregge, di una famiglia completa, il padre falegname, la mamma che prepara il pane e due figli che giocano davanti casa, della raccolta delle olive e della loro frangitura, dell’asino e del bue, del vasaio, dello scalpellino e di una filatrice di lana, di un pescatore e di una lavandaia, con il relativo laghetto, di una donna che prepara il formaggio, di una persona cieca. Viste le dimensioni, si è reso necessario allestire scene staccate. E poi ecco l’Annunciazione, è tutto un mosaico di particolari in una scenografia di grande significato e molto suggestiva. Simpatica la scena del maestro che insegna ad alcuni bambini, così come la vigna con i due contadini.

“Il Presepio che cresce” può essere visitato gratuitamente all’interno dell’antico monastero, localizzato nella chiesa, fino a domenica 7 gennaio, con orario 15-18.30. Fino alla candelora, il 2 febbraio, si potrà accedere su appuntamento per gruppi oppure subito dopo la messa festiva delle 10.15.

Per la cronaca, questo presepe è stato inserito in “Terre di presepi”, una via che si allunga in vari centri della Toscana, toccando Pisa, Firenze, Lucca, Massa Carrara, Grosseto, Prato, Siena, Pistoia e Arezzo. C’è il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Calci e dell’Ucai (Unione cattolica artisti italiani).

Pierluigi Ara

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