Il Tirreno

Pisa

Fa scoppiare in strada la bomba “Rambo”: arrestato sui lungarni

di Pietro Barghigiani

25enne di Livorno accusato di gettare maxi petardi tra la gente La polizia arriva prima del linciaggio dei passanti imbufaliti

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PISA. Alla fine è stato meglio che siano arrivati prima i poliziotti.

L’alternativa erano quelle persone che, dopo essere state sfiorate da vari bòtti, lo stavano rincorrendo per spiegargli, e non a parole, che far esplodere un petardo simile a una piccola bomba sui lungarni era un comportamento da pazzi.

È un livornese di 25 anni il giovane che domenica sera è scampato quasi a un linciaggio per essere arrestato in flagranza dalla polizia in lungarno Mediceo con l’accusa di aver «portato in luogo pubblico materiale esplodente composto artigianalmente, nonché materiale esplodente il cui utilizzo è destinato esclusivamente ai pirotecnici professionali e quindi per aver causato, con l’esplosione di questi manufatti esplosivi, pubblico timore tra le persone radunate sui lungarni». Non è escluso l’arrivo di denunce per lesioni. Diverse le persone che hanno riportato bruciature per il lancio dei “bòtti” illegali tra la gente. Addirittura un petardo è finito sotto un passeggino e un bimbo è stato messo in salvo.

Voleva festeggiare il capodanno con un “ordigno” battezzato Rambo, il labronico in trasferta. Non era solo. Ma all’arrivo della polizia gli amici si sono dileguati più in fretta di lui. Ieri il magistrato di turno, considerata l’incensuratezza del 25enne, ha disposto la sua liberazione non ritenendo necessaria la richiesta di misure cautelari.

Lo schieramento interforze deciso dal prefetto e organizzato dal questore ha consentito una presenza diffusa delle forze dell’ordine sia in borghese che in divisa. Nuclei pronti a presidiare tutti i punti di riunione e di massimo assembramento in occasione dei vari spettacoli nelle piazze del centro. Una serata tutto sommato tranquilla con un fuori programma che si manifesta, a livello di decibel, poco dopo la mezzanotte. Nei pressi del Ponte di Mezzo e sul lungarno Mediceo, all’altezza del civico 64, un boato fa sobbalzare chi si trova nei paraggi. A decine scappano allontanandosi dal punto dell’esplosione. Non è un petardo ordinario.

L’origine del bòtto viene scoperta poco dopo. Sono due poliziotti a correre al civico 64 richiamati da un’altra forte esplosione e dall’odore di polvere pirica. Arrivano e vedono un giovane, con il vuoto intorno, che senza affanni posiziona un candelotto in mezzo alla strada. Lo stesso luogo dal quale erano fuggite, prese dal panico, le persone anche con bimbi impaurite dai due scoppi precedenti. La “bomba” esplode e i frammenti raggiungono diverse persone. La scena viene vista e filmata dagli agenti in borghese. Si vede il giovane che nasconde un sacchetto all’interno del giubbotto e poi cerca di confondersi tra la folla. Una fuga stoppata dai poliziotti. Lo perquisiscono trovandogli quattro candelotti con miccia, di cui tre completamente artigianali e uno di categoria “F4” battezzato “Rambo K32” destinato all’uso professionale e utilizzabile esclusivamente da persone abilitate al maneggio dei fuochi artificiali in possesso di abilitazione tecnica. Viene caricato in macchina e portato in questura in fretta.

C’era chi si stava avvicinando con fare minaccioso. Inveiva contro chi aveva messo quelle “bombe” mettendo a rischio l’incolumità dei passanti la notte di Capodanno sul lungarno Mediceo. Non proprio in aperta campagna.

Un gesto sconsiderato tradotto in arresto con una voce a corredo dell’episodio, quella di una lieve lesione a un occhio di una persona dovuta al primo scoppio. Insomma, l’atmosfera era nervosa. I quattro candelotti sono stati sequestrati e il “pirotecnico” in trasferta è tornato a casa dopo qualche ora in questura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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