Italia
Edilizia "minore": ora non serve più il nulla osta del Parco
Pisa: cancellata la richiesta di autorizzazione per una lunga serie di interventi su edifici e terreni nelle aree contigue all'area protetta di San Rossore e Migliarino
PISA. Il Parco di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli tende la mano ai cittadini proprietari di case o imprese in zone comprese dai confini del Parco, ma ricadenti nelle così dette aree contigue, cioè dentro l’area protetta ma ai confini delle zone dove le norme finalizzate alla tutela del patrimonio naturale sono più stringenti (e dunque maggiori sono i vincoli).
Da qualche settimana è stato ufficialmente abolito l’obbligo di richiedere e ottenere il nulla osta dell’ente per gli interventi che rientrano nella così detta edilizia libera. In pratica per chi vive o lavora, per quanto riguarda il versante pisano del Parco, a Marina di Pisa, Tirrenia, Calambrone, nelle zone a monte dell’Aurelia come Ospedaletto e Coltano, non dovrà più attendere l’ok dell’ente per sistemare un gazebo in giardino, rifare una pavimentazione o una recinzione, posizionare temporaneamente un chiosco o una serie di ombrelloni, o ancora un palco per un concerto o i tavoli di una sagra, solo per fare alcuni esempi che rientrano nella tipologia di interventi edilizi regolamentata dalla legge regionale 65 del 2014 (articoli 136 e 137).
Il via libera alla semplificazione normativa, che comportava dispendio di tempo e denaro per tutte le categorie interessate e un significativo surplus di lavoro per gli uffici del Parco già ridotti all’osso in termini di personale, è arrivato alcuni giorni fa dal consiglio direttivo del Parco presieduto da Gianni Maffei Cardellini. E si tratta della seconda semplificazione normativa che l’ente ha deciso di mettere in atto dopo la cancellazione dell’obbligo di nulla osta per gli spettacoli nelle aree contigue.
«La logica del provvedimento - spiega Maffei Cardellini - è quella della sburocratizzazione e si inquadra in un disegno più generale che è quello dell’attuazione del Parco di comunità. Un disegno nel quale il Parco si attua anche attraverso il contributo di chi ci vive e lavora e deve sentirlo proprio». L’idea di fondo, come spiega ancora Cardellini «è un po’ rivoluzionaria: il progetto non è solo o tanto quello della trasformazione ma della manutenzione del territorio.
Nella nostra strategia questo è molto importante che non significa stare fermi. È un progetto che non possiamo perseguire da soli ma insieme alle comunità che devono sentire il parco come un fatto vivo e non un elemento che crea solo burocrazia». C’è poi un principio di fondo al quale il provvedimento si ispira: «il Parco deve fare il Parco» dice Maffei Cardellini. «Abbiamo bisogno che le guardie facciano il loro lavoro nelle aree interne contro i rifiuti, l’inquinamento acque e così via, devono stare dentro San Rossore che è molto aggredita».
Sugli interventi edilizi minori nelle aree contigue del Parco, in linea con le norme regionali, «ci sono già altri enti chiamati a vigilare e autorizzare, a cominciare dai Comuni» prosegue il presidente che annuncia alcuni prossimi significativi passi dell’ente. «In prospettiva vogliamo affermarci come certificato di qualità per l’intero territorio. Il 2018 ci vedrà impegnati nell’adeguamento del piano di fruizione del Parco. Dopo di che ci aspetta l’elaborazione del piano integrato al quale cominceremo a lavorare dall’estate a conclusione di questa fase di riordino».
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