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«Un candidato alla Trump che segni il cambiamento»

«Un candidato alla Trump che segni il cambiamento»

Ziello, segretario della Lega Nord, sul futuro sindaco: ecco perché l’alleanza  con Veronese non può essere un’ipotesi. In corsa per la Camera? Solo voci

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PISA. «Leggo gli appelli all’unità di esponenti del Pd. Noi invece abbiamo già la certezza che il centrodestra si presenterà unito alla sfida elettorale». A parlare è Edoardo Ziello, segretario cittadino della Lega Nord, oltre che assessore al Comune di Cascina. «Quella fase per noi è superata, comprese le polemiche seguite alle voci sulla mia presunta candidatura a sindaco. In realtà erano stati solo apprezzamenti da parte della sindaca Susanna Ceccardi nei miei confronti, nessuna candidatura. Ora i rapporti tra le forze di centrodestra - aggiunge Ziello - sono all’insegna dell’armonia: da metà gennaio riprenderemo gli incontri anche per definire la candidatura a sindaco. Il nome prescelto sarà una sintesi tra le forze politiche che compongono la nostra coalizione. Non importa se sarà un profilo politico o civico, l’importante è che sia una scelta vincente. Certo, sulla scelta peserà la forza dei singoli partiti».

Un modo per ribadire come la Lega Nord, sulla base dei risultati soprattutto delle elezioni regionali, le più recenti, vorrà mettere una parola decisiva sul nome del candidato. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbe potuta essere una convergenza tra la Lega e il Patto Civico che ha il candidato sindaco in Antonio Veronese, specialmente dopo la divisione con i Riformisti. Ziello conferma, ma stoppa l’ipotesi: «Abbiamo avuto un confronto con Veronese sia la scorsa estate che a novembre. Le sue politiche sono però un po’ incompatibili con le nostre. Su temi per noi centrali e che ci vedono contrarissimi, come il contrasto al commercio abusivo e la moschea a Porta a Lucca, teniamo una posizione decisa e invece non ho visto chiarezza, al di là di un impegno sul fronte della sicurezza. Così come sui campi rom. Vogliamo cambiare o no questo sistema? A noi piacerebbe un nome fuori dall’establishment, uno di impatto, alla Trump, con qualche eccesso in meno. L’alternativa vera al mondo che ha governato finora. Un’idea ce l’abbiamo, ma non dico di più». Prima però devono essere definite e compilate le liste per le elezioni politiche. Da lì si capiranno le scelte successive. C’è chi dice che lo stesso Ziello potrebbe correre per la Camera nel collegio della provincia: «Non so da dove arrivi questa voce. Non ci sono scelte automatiche, deciderà Matteo Salvini». Potrebbero anche arrivare esponenti leghisti da altre province.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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