La manifestazione
Crini: «Una filiera dell’oro e dei gioielli»
Il procuratore Alessandro Crini (nella foto), capo della Procura della Repubblica di Pisa, in un breve incontro con i cronisti, ha tenuto ad evidenziare l’importanza che l’operazione ha per il...
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Il procuratore Alessandro Crini (nella foto), capo della Procura della Repubblica di Pisa, in un breve incontro con i cronisti, ha tenuto ad evidenziare l’importanza che l’operazione ha per il territorio di Pisa. «È per la nostra realtà – ha detto – una vicenda di grande interesse, che coinvolge soggetti stranieri in stretto collegamento con orafi e gioiellieri italiani».
I ladri, come ci raccontano le cronache, vanno in cerca di soldi e oro. I primi, si sa, sono difficilmente tracciabili. Per i secondi, cioè gli oggetti d’oro e i gioielli con pietre preziose più in generale, i sei arrestati si erano organizzati. Dopo i furti, stando a quello che è stato ricostruito nelle indagini e che emerge anche dalle intercettazioni telefoniche, sapevano a chi rivolgersi per vendere l’oro rubato. Il resto era facile, considerato che il meccanismo era abbastanza collaudato.
Dei monili e dei preziosi tuttora sotto sequestro, per circa la metà è stato possibile individuare i legittimi proprietari, così è stato spiegato dai carabinieri.
Ammonta a meno di un terzo la refurtiva restituita ad un laboratorio orafo di Pontedera per effetto della decisione del Gip del Tribunale di Pisa.
I ladri, come ci raccontano le cronache, vanno in cerca di soldi e oro. I primi, si sa, sono difficilmente tracciabili. Per i secondi, cioè gli oggetti d’oro e i gioielli con pietre preziose più in generale, i sei arrestati si erano organizzati. Dopo i furti, stando a quello che è stato ricostruito nelle indagini e che emerge anche dalle intercettazioni telefoniche, sapevano a chi rivolgersi per vendere l’oro rubato. Il resto era facile, considerato che il meccanismo era abbastanza collaudato.
Dei monili e dei preziosi tuttora sotto sequestro, per circa la metà è stato possibile individuare i legittimi proprietari, così è stato spiegato dai carabinieri.
Ammonta a meno di un terzo la refurtiva restituita ad un laboratorio orafo di Pontedera per effetto della decisione del Gip del Tribunale di Pisa.
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